Il golpe in Arabia Saudita è la ciliegina sulla torta geopolitica di Trump e Putin

Tom Luongo, 8 novembre 2017Il regno del principe ereditario Muhamad bin Salman in Arabia Saudita è iniziato, come proverbiale “Notte dei coltelli lunghi” divenuta settimana. E probabilmente si prolungherà di molto. Le sue mosse sono molto più che consolidare il potere donatogli dal padre re Abdallah. Si tratta di cambiamenti enormi nel regno. Bin Salman, in soli cinque giorni, ha completamente smantellato lo status quo vecchio di decenni. Nella mia prima reazione avevo scritto: “Niente è cambiato economicamente per i sauditi. Le mosse di bin Salman questo fine settimana sono in linea col mandato di Donald Trump di ripulire la corruzione sui media e le istituzioni politiche statunitensi. I purgati, in particolare il principe Walid bin Talal, era il principale vettore di tale corruzione. Lui e Trump erano nemici pubblici, insultandosi su twitter. La sua presenza negli Stati Uniti era ampia. Tale purga, penso, fa parte del pegno del regime del Sumpman alla visita di Trump. Allo stesso tempo Putin vuole garantirsi che i sauditi riducano l’avventurismo al minimo”. La penso ancora così. Infatti, credo ancor più che bin Salman abbia capitolato completamente ai grandi attori della regione, Stati Uniti e Russia. Il vecchio regime saudita perseguiva la via al suicidio che inizialmente bin Salman continuava. Le guerre in Siria e Yemen erano sue operazioni. Così l’isolamento diplomatico del Qatar a giugno. Queste erano tutte mosse aggressive concertate con Israele per distruggere l’influenza iraniana sulla penisola araba e in Siria. Il problema è che questi piani sono criminali fallimenti.

Il fallimento è un’opzione
Così fu la guerra sul prezzo del petrolio voluta da Stati Uniti e Russia. L’aspettativa era continuare la politica di Obama/Clinton per consentire ai sauditi di continuare a far pressione sui produttori di scisto statunitensi. Ma non funzionò perché la Russia era il produttore di petrolio che guadagnava di più al mondo, una posizione sostenuta totalmente dalla Cina, consumatore di tale petrolio. I bassi prezzi del petrolio hanno esaurito le finanze del Paese a causa della continua rivalutazione della valuta, il Riyal, sul dollaro statunitense. E con tale crisi finanziaria, che il regno non può placare se vuole il sostegno dagli Stati Uniti, bin Salman ha fatto la cosa migliore. Ha sequestrato il denaro raccolto dall’opposizione e, secondo questa relazione, oltre ai 30 miliardi già sequestrati, ci sono più di 800 miliardi di beni disponibili. Ciò mi dice che l’OPA sull’Aramco può attendere, poiché l’obiettivo era raccogliere 400 miliardi di dollari dalla vendita di una quota dell’azienda. Questo verrà utilizzato per alimentare il Vision 2030 di bin Salman per modernizzare l’economia dell’Arabia Saudita. Se sia possibile non lo sa nessuno, ma resta il fatto che l’OPA sull’Aramco non avrebbe mai portato tanto denaro. È stato detto che i sauditi hanno tolto l’embargo al porto yemenita di Aden. Resta da vedere a cosa preluda, ma se è il primo passo verso la fine della guerra disastrosa, allora è molto interessante.

Connessione israeliana
Queste mosse portano anche ad altre questioni. Nei giorni scorsi, l’associazione tra i sauditi ed Israele veniva fuori da un comunicato trapelato dal ministero degli Esteri israeliano che affermava apertamente direttive pro-saudite ed anti-iraniano-libanesi. È anche ben noto che il deposto principe Walid e l’ex-principe ereditario Nayaf erano i favoriti della CIA, o almeno di una sua fazione. Ora, con loro fuori dal quadro, ciò dice un paio di cose:
– Israele ha più fili con l’Arabia Saudita di quanto si pensasse.
– La guerra di Trump contro la CIA gli ha portato una grande concessione.
Cosa intendo? Semplice. Perché Trump ha insistito a rendere pubblici i file su JFK dopo la bomba dell’Uranium One? Imporre un negoziato coi nemici presso le varie agenzie d’intelligence e sostenere ciò che accade in Arabia Saudita, sono una possibile spiegazione. Per mesi ho sostenuto che Trump e Putin si accordavano sulla pace in Medio Oriente. “Isolando il Qatar, i sauditi, per quanto odiosi, ridefiniscono i limiti di questo nuovo mondo arabo. Perciò mi aspetto che Trump e Putin, dietro le quinte, impongano, come Trump chiarì nel suo discorso di due settimane fa, che terrorismo e lotta tra sette arabe debbano finire. Che l’Arabia Saudita ospitasse tale discorso dice tutto quello va saputo su cosa accadrà in futuro. Il Qatar è divenuto il capro espiatorio dei crimini nel mondo arabo. Ma la domanda resta, dove andranno? O, cosa più importante, dove glielo si permetterà. Ma non importa, l’ulteriore appoggio al terrorismo radicale dai wabhabiti deve finire. I sauditi hanno solo detto che il gioco è finito ad occidente, e Iran (e Russia) non lo faranno ad oriente. Ecco iniziare la de-escalation in tutta la regione”. Il crollo dello SIIL in Siria e Iraq preparava il golpe degli agenti di Trump/Putin in Arabia Saudita.

Lo show di Trump e Putin
E mentre Trump ha passato tempo a rumoreggiare apertamente sul sostegno d’Israele, la realtà è che Israele si avvicina al momento in cui non potrà più violare le regole e aspettarsi che gli Stati Uniti lo sostengano sempre. Con gli Stati Uniti, da un lato, che controllano i capricci di sauditi e israeliani, e la Russia, dall’altro, che garantisce che Iran e Hezbollah non sfruttino le posizioni indebolite dei sauditi, si costituisce il quadro per un processo sostanziale di pace duratura nella regione. Con Trump e Putin che s’incontreranno in Vietnam, sospetto che sarà il tema principale della conversazione. Trump ha attuato la sua parte del piano. Ora le prossime mosse verranno da Putin, probabilmente iniziando dal vertice di Sochi il 18, dove i negoziati politici siriani dovranno iniziare. Il quadro si compone. La narrazione che Trump colludesse con la Russia per usurpare le elezioni era anche volta ad impedire questi eventi. Ora che ci sono stati e si è più vicini a un quadro pacificato mai visto prima, ci sarà tempo per tutti di fermarsi ed ammirare il chutzpah usato per tirarlo fuori.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Fonte: aurorasito.wordpress.com

Roberto Mora – ControInformo.info

Esercitazione strategica Zapad 2017

Alessandro Lattanzio, 16/9/2017
L’esercitazione strategica congiunta Zapad 2017 si svolge dal 14 al 20 settembre sotto la direzione degli Stati Maggiori Generali della Federazione russa e della Repubblica di Bielorussia. 12700 truppe (7200 bielorusse e 5500 russe), 70 aeromobili e 680 mezzi, tra cui 250 carri armati e 200 sistemi d’artiglieria, nonché 10 navi da guerra, partecipano alle manovre. Inoltre, da parte russa operano raggruppamenti operativi delle Guardia di Frontiera, FSB ed EMERCOM. L’esercitazione si svolge nelle Repubblica di Bielorussia e regioni russe di Kaliningrad, Leningrado e Pskov, ed è volta a migliorare l’interoperabilità dei comandi nei diversi livelli, nonché l’integrazione di truppe e sistemi d’arma. Saranno testate le nuove tattiche sviluppate dalle Forze Armate russe e bielorusse. L’esercitazione simula alcuni gruppi estremisti che s’infiltrano nei territori della Repubblica di Bielorussia e nella regione di Kaliningrad della Federazione russa per eseguire attacchi terroristici e destabilizzare Russia e Bielorussia. Gli estremisti sono supportati dall’estero ricevendo logistica e materiale aerolanciato.
Per sconfiggere i terroristi le truppe devono svolgere una serie di compiti tattici:
– dispiegamento di unità dei raggruppamenti regionali nelle aree occupate dai terroristi, isolandoli;
– operazioni aeree e di difesa aerea per sostenere le forze terrestri e bloccare gli aviorifornimenti ai terroristi;
– operazioni speciali per eliminare i terroristi e stabilizzare la situazione;
– blocco navale dell’area ed operazioni speciali volte ad impedire la fuga dei terroristi via Baltico.
L’esercitazione congiunta Russia-Bielorussia Zapad 2017 ha suscitato isteria in occidente, sebbene si tengano regolarmente dal 2009 e con un preavviso di mesi, tanto che la ministra della Difesa tedesca Ursula von der Leyen farneticava di esercitazioni con oltre 100000 soldati alla “periferia orientale della NATO”. “I militari russi sono “sorpresi” da tali cifre insensate“, dichiarava il portavoce del Ministero della Difesa russo Maggior-Generale Igor Konashenkov, mentre il politico neonazista ucraino Aleksandr Turchinov, a capo del Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa dell’Ucraina, sproloquiava di 240000 soldati, 10000 mezzi e 100 aerei, contraddicendo qualsiasi dato concreto.
Le esercitazioni Zapad 2017 sono volte a verificare la compatibilità operativa delle Forze Armate russe e bielorusse nelle operazioni antiterrorismo. Ma ciò veniva visto dalla presidenta lituana Dalia Grybauskaite come “giochi aggressivi diretti contro l’occidente“, mentre a luglio, il tenente-generale Ben Hodges, comandante delle forze armate statunitensi in Europa, le definiva “cavallo di Troia” contro la NATO. “Vorrei sottolineare che, a parte la componente antiterrorismo, l’esercitazione Zapad-2017 è di carattere puramente difensivo“, dichiarava il Tenente-Generale Aleksandr Fomin, definendo “mito” qualsiasi accusa contro di esse. “Non progettiamo l’attacco a nessuno. Per vedere di cosa si tratta, abbiamo invitato chiunque voglia assistervi. Venite a vedere“, dichiarava il Presidente Aleksandr Lukashenko, invitando ONU, NATO e OSCE, ed oltre 80 osservatori stranieri.
Nel frattempo la Svezia svolgeva le più grandi manovre in vent’anni, mentre 40000 truppe della NATO avevano partecipato a 18 esercitazioni in Europa, anche in Paesi come Georgia e Ucraina, vicino al confine con la Russia, mentre Ungheria, Romania e Bulgaria partecipavano con gli Stati Uniti alle manovre Sabre Guardian 2017, con 25000 militari provenienti da 22 Paesi, e l’Ucraina aveva ospitato le esercitazioni navali Sea Breeze 2017 degli Stati Uniti, che videro la presenza di 2500 truppe e 30 navi provenienti da 17 Paesi.

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Fonti:
Cassad
Russia Feed
MoD RF

Tratto da: aurorasito.wordpress.com

Roberto Mora – ControInformo.info