Strage di Nassiriya – The spaghetti PsyOp?

Una targa con i nomi dei 19 italiani che il 12 novembre 2003 persero la vita, 14 anni fa, nella strage di Nassiriya, è stata scoperta al Senato, nella sala già intitolata ai caduti dell’eccidio.

Nassiriya – Una targa con i nomi degli italiani che persero la vita nella strage è stata scoperta al Senato nella sala già intitolata ai caduti dell’eccidio

Una targa con i nomi dei 19 italiani che il 12 Novembre 2003 persero la vita, 14 anni fa, nella strage di Nassiriya, è stata scoperta al Senato, nella sala già intitolata ai caduti dell’eccidio.
L’occasione è stata la giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace.

“PsyOp” (acronimo di “Psychological Operations” – Operazioni Psicologiche): tali operazioni consistono nell’uso metodico e scientifico di propaganda, persuasione e disinformazione, allo scopo di influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamenti che, nel lungo periodo, hanno ripercussioni sul conseguimento di obiettivi politici, economici, militari e sociali.NassiriyaI movimenti sociali richiedono che le persone siano motivate a riconoscere che esiste un problema, ad accettare la possibilità che venga risolto e a considerare una certa linea d’azione come adatta a produrre questo risultato.

Per collegare un pubblico ad un problema sociale, occorre formulare il problema in modo tale che il pubblico accetti la sua rilevanza. Questo è normalmente concepito come un problema di framing.
Un frame è uno schema interpretativo (una “cornice”) che permette alle persone di dare un senso a ciò che esperiscono.
Coloro che creano il frame, i cosiddetti claims-makers, devono colmare il divario tra la loro visione del problema e quella del pubblico.

I decision maker, le figure al vertice della piramide dell’informazione, siano essi claims-makers o spin doctor, non solo fanno in modo che i media parlino della notizia ma anche che essi lo facciano in un determinato modo.

Adottando le tecniche proprie del giornalismo e della psicologia, i decision maker costruiscono quella che Marcello Foa chiama “un’arma di distruzione di massa”, efficace perché manipola le masse senza che esse se ne rendano conto, creando idee e stereotipi duraturi nel tempo e difficilissimi da estirpare.

Il meccanismo di cui i decision maker si servono per manipolare l’informazione è il frame, cioè la cornice; si tratta di un concetto forte creato ad arte che si impianta nei valori dei cittadini.
“Una volta creato il frame – spiega Foa – tutto quello che rientra nella cornice rafforza la mia visione del mondo. Le notizie, anche vere, che escono da questa cornice, tendo automaticamente ad essere scartate”.

Nico Forconi ControInformo