Afghanistan – Produzione di oppio da record: +87%

Secondo l’Afghanistan Opium Survey, studio pubblicato dallo United Nations Office on Drugs and Crime, la produzione di oppio in Afghanistan è aumentata dell’87%.

Secondo l’Afghanistan Opium Survey, studio pubblicato dallo United Nations Office on Drugs and Crime, la produzione di oppio in Afghanistan è aumentata dell’87%

Dopo il dossier pubblicato dall’Osservatorio Milex sulle spese militari italiane che traccia un bilancio di questa guerra iniziata il 7 Ottobre del 2001, sono i numeri presentati dall’Afghanistan Opium Survey ad accendere i riflettori su un conflitto che è costato, all’Italia, la bellezza di Sette miliardi e mezzo in sedici anni.

“La produzione di oppio in Afghanistan è aumentata dell’87%, fino a raggiungere un livello record di 9.000 tonnellate”, questo è quanto emerge dal rapporto dell’Unodc che, per bocca del suo esecutivo Yury Fedotov, ha tenuto a precisare come sia “tempo che la comunità internazionale e l’Afghanistan riorganizzino il controllo sulle droghe e che si riconosca ad ogni Nazione una responsabilità condivisa per questo problema globale”.

Secondo l’Unodc ed il Governo afghano “L’aumento della produzione è dovuto principalmente ad un aumento dell’area coltivata a papavero da oppio; ha contribuito anche un aumento della produzione di oppio per ettaro. Il maggiore aumento dei rendimenti si è verificato nella regione meridionale, dove il rendimento medio è cresciuto del 19% e della regione nord-orientale, con un aumento del 14%”.

Oppio

Il dossier mette in evidenza anche che “La coltivazione del papavero da oppio si è estesa a nuove regioni e in molte province sono stati osservati forti aumenti. Nel Paese il numero di province prive di papaveri è diminuito da 13 a 10. Dopo oltre un decennio, Ghazni, Samangan e Nuristan hanno perso il loro status poppy-free. Il numero di province interessato dalle coltivazioni è aumentato di conseguenza da 21 a 24. Solo a Helmand, la coltivazione è aumentata di 63.700 ettari (79%), rappresentando circa la metà dell’incremento totale”.

Helmand che, per inciso, vede 9 distretti su 14 in mano alle truppe alleate di NATO e Stati Uniti d’America.

Nico ForconiControInformo

Eroina, soldi e “terre rare”: perché restiamo in Afghanistan

“Afghanistan, sedici anni dopo” – L’Osservatorio Milex pubblica un dossier sulle spese militari italiane che traccia un bilancio di questa guerra iniziata il 7 Ottobre del 2001.

“Afghanistan, sedici anni dopo” – L’Osservatorio Milex pubblica un dossier sulle spese militari italiane che traccia un bilancio di questa guerra iniziata il 7 Ottobre del 2001

Qualche mese fa, abbiamo realizzato un articolo dal titolo decisamente eloquente CIA e Pentagono, dal 2001, gestiscono il più grande produttore di oppio del pianeta: l’Afghanistan”, in cui facevamo notare come, nonostante il Governo USA abbia dirottato 8,5 miliardi di dollari dei contribuenti nella realizzazione di una delle più dispendiose campagne anti droga mai viste, nel 2014, nelle zone dell’Afghanistan occupate dagli Stati Uniti d’America, sono state coltivate 6.400 tonnellate di oppio grezzo, pari all’85% del mercato mondiale.

Sul sito Libre – associazione di idee, abbiamo trovato un’interessante sintesi del rapporto “Afghanistan, sedici anni dopo” pubblicato dall’Osservatorio Milex sulle spese militari italiane nel conflito afghano, di cui riportiamo un estratto.

Sette miliardi e mezzo in sedici anni, cioè quasi mezzo miliardo l’anno: un milione e 300.000 euro al giorno. Questo – a fronte di 260 milioni per la cooperazione civile – è il costo della partecipazione dell’Italia alla campagna militare afghana, la più lunga della nostra storia, secondo il rapporto “Afghanistan, sedici anni dopo” pubblicato dall’Osservatorio Milex sulle spese militari italiane, che traccia un bilancio di questa guerra, iniziata il 7 ottobre 2001. “In realtà l’onere finanziario complessivo della missione italiana è assai più pesante considerando i suoi costi indiretti, difficilmente quantificabili: l’acquisto ad hoc di armi, munizioni, mezzi da combattimento ed equipaggiamenti, il loro continuo aggiornamento a seconda delle esigenze operative e il ripristino delle scorte, l’addestramento specifico del personale e, non da ultimo, i costi sanitari delle cure per le centinaia di reduci feriti e mutilati”, scrive Enrico Piovesana su Micromega. In 16 anni, la guerra in Afghanistan è costata complessivamente 900 miliardi di dollari: 28.000 dollari per ogni cittadino afghano (che mediamente ha un reddito di 600 dollari l’anno). In termini umani è costata la vita di 3.500 soldati occidentali (53 italiani) e di 140.000 afghani.AfghanistanI caduti afghani sono combattenti (oltre 100.000, un terzo governativi e due terzi talebani) e civili (35.000, in aumento negli ultimi anni). E sono stime ufficiali dell’Onu, che trascurano le tante vittime civili non riportate. Senza considerare i civili afghani morti a causa dell’emergenza umanitaria provocata dal conflitto: sono 360.000, secondo i ricercatori americani della Brown University. Chi sostiene la necessità di portare avanti questa guerra si appella alla difesa dei progressi ottenuti. Quali? A parte un lieve calo del tasso di analfabetismo (dal 68% del 2001 al 62% di oggi) e un modestissimo miglioramento della condizione femminile (limitato alle aree urbane e imputabile al lavoro di organizzazioni internazionali e Ong, non certo alla Nato), l’Afghanistan – aggiunge Piovesana – ha ancora oggi il tasso più elevato al mondo di mortalità infantile (113 decessi su mille nati), tra le più basse aspettative di vita del pianeta (51 anni, terzultimo prima di Ciad e Guinea Bissau) ed è ancora uno dei paesi più poveri del mondo (207° su 230 per ricchezza pro-capite).

Fonte: www.libreidee.org

Nico ForconiControInformo.info

CIA e Pentagono gestiscono l’85% dell’eroina mondiale

Nel 2014, delle 7.554 tonnellate di oppio grezzo prodotte in tutto il Mondo, 6.400 tonnellate sono state coltivate nelle zone dell’Afghanistan occupate dagli Stati Uniti d’America, con una fetta di mercato mondiale dell’85%, nonostante il Governo USA abbia dirottato 8,5 miliardi di dollari dei contribuenti nella realizzazione di una delle più dispendiose campagne anti droga mai viste.

Eroina – CIA e Pentagono, dal 2001, gestiscono il più grande produttore di oppio del pianeta: l’Afghanistan

Siete a conoscenza dell’epidemia di eroina esplosa negli Stati Uniti a partire dal 2001? Grazie alla capacità dei Governi di manipolare e nascondere le informazioni, probabilmente no.

Tra il 2002 e il 2014, i decessi da overdose di eroina, negli Stati Uniti d’America, sono aumentati da 1.779 a 10.574; nello stesso periodo, gli ettari adibiti alla coltivazione di oppio, in Afghanistan, sono passati da 7.600 agli attuali 224.000.
Nel 2014, delle 7.554 tonnellate di oppio grezzo prodotte in tutto il Mondo, 6.400 tonnellate sono state coltivate nelle zone dell’Afghanistan occupate dagli Stati Uniti d’America, con una fetta di mercato mondiale dell’85% [1], nonostante il Governo USA abbia dirottato 8,5 miliardi di dollari dei contribuenti nella realizzazione di una delle più dispendiose campagne anti droga mai viste [2].

Messico e Colombia, da sempre indicati come principali Paesi esportatori di sostanze stupefacenti negli USA, rappresentano il 2% della produzione mondiale nel campo dell’eroina, con un’offerta che, a stento, riesce a coprire la domanda di 115.000 eroinomani.
Il mainstream non fa altro che parlare di muri con il Sudamerica per “fermare il narcotraffico”, dimenticandosi di citare gli spaventosi numeri riguardanti il consumo di droghe provenienti da Paesi che nulla hanno a che fare con l’America del Sud.EroinaC’erano 189.000 consumatori di eroina negli Stati Uniti nel 2001, prima dell’invasione USA-NATO in Afghanistan. Nel 2016 questo numero è salito a 4.500.000 (2,5 milioni di tossicodipendenti da eroina e 2 milioni di utenti occasionali) [3].

A tutto ciò, si aggiunga l’interesse dato dalle importanti ricchezze minerarie dell’Afghanistan, il litio su tutte, il cui valore, secondo uno studio del Pentagono, si aggirerebbe attorno al trilione di dollari [4] e si avrà, a grandi linee, il motivo per cui gli Stati Uniti d’America non possono abbandonare il Paese.

Per approfondimenti sul tema, si consiglia la lettura di Newsbud Exclusive- NATO-CIA-Pentagon: Junction of the Real Druglords & Warlords, articolo che mostra i parallelismi tra Afghanistan e Corea del Nord, altra Nazione che, grazie al traffico internazionale di droga e ad uno dei più grandi giacimenti di terre rare del Mondo, è tornata prepotentemente “di moda”.

Note e Fonti:
[1] Congress’s Take on the Heroin Epidemic
[2] US Spent $8.5 Billion Fighting Narcotics, Afghanistan Set New Opium High
[3] US Congress’s Take on the Heroin Epidemic. 6400 tons Produced in US-Occupied Afghanistan…
[4] To appeal to Trump, Afghanistan dangles investment opportunities

Nico Forconi ControInformo.info