CIA rilascia archivio segreto Bin Laden: videogame e gatti

A distanza di oltre 6 anni dal raid in Pakistan che avrebbe portato alla morte di Osama Bin Laden, la CIA rilascia l’archivio segreto del leader di Al-Qaeda: nel suo PC videogiochi, film porno e filmati di gattini.

La CIA rilascia l’archivio segreto di Osama Bin Laden: nel suo PC videogiochi, film porno e gattini

Oltre sei anni fa, con l’uccisione di Osama Bin Laden, ci fu detto che la CIA era entrata in possesso del suo archivio segreto, realizzando uno dei più grandi colpi dello spionaggio americano dalla seconda guerra mondiale.
Lo “Strike team”, recuperando computer, dischi, Dvd ed altre attrezzature del leader di Al-Qaeda, aveva messo le mani su un vero e proprio “tesoro di informazioni”, secondo quanto affermato dall’allora Amministrazione Obama.

1 Novembre 2017 – Rilascio di materiale segreto

Bin LadenAnime, hentai, videogiochi e filmati di YouTube sui gattini, sono questi alcuni dei file trovati nell’archivio segreto di Osama Bin Laden.
A renderli noti è stata la CIA, che, dopo 6 anni e mezzo di lavoro ininterrotto sui file per consentire la visualizzazione del materiale da qualsiasi dispositivo, riducendo al minimo eventuali rischi per gli utenti”, ha svelato al pubblico circa 470 mila contenuti presenti nel computer sequestrato durante il raid in Pakistan, il 2 Maggio del 2011.

Nell’hard disk, alle immagini di armi e riferimenti al terrorismo, al momento non disponibili per motivi di “sicurezza nazionale”, si aggiunge, forse sostituisce sarebbe il termine più appropriato, una lista di videogiochi, da Pacman a Street Fighters, di anime, da Naruto a Dragon Ball, fino ad arrivare ai video di gattini su YouTube.

Ovviamente, tutto questo materiale, scaricato illegalmente da Osama Bin Laden all’interno del suo PC, è solo una parte dei file contenuti nell’archivio segreto del leader di Al-Qaeda; alcuni documenti, infatti, sono di “natura sensibile” e “protetti da segreto”.

Se credete, però, che per “protetti da segreto” si intenda materiale inerente al terrorismo, vi sbagliate; parliamo di filmati pornografici o di materiale protetto da copyright e, proprio a tal proposito, la CIA ricorda che “i proprietari di copyright possono richiedere la rimozione dei loro contenuti, presentando un avviso via mail a Central Intelligence Agency, Office of Public Affairs, Washington, DC, 20505; via fax al 571-204-3800; o tramite il pulsante di contatto sulla homepage CIA.gov.”Bin LadenBin LadenBin LadenPer chi volesse saperne di più: www.cia.gov

Nico Forconi ControInformo

Attacchi sonici all’Avana: specialità della CIA

Wayne Madsen SCF 21.10.2017L’Agenzia Centrale d’Intelligence, ora sotto la direzione di un repubblicano di estrema destra, l’ex-congressista del Kansas Mike Pompeo, insiste sulla storia del governo cubano responsabile dei presunti attacchi con armi soniche ai diplomatici statunitensi all’Avana. La CIA, che ha scritto il libro degli attacchi sotto falsa bandiera in Europa e nel mondo durante la guerra fredda e l’era del terrorismo, non ha avuto problemi a convincere l’amministrazione Trump a ridurre le relazioni diplomatiche con Cuba. Gli Stati Uniti hanno ritirato più di metà del personale diplomatico a Cuba ed espulso 15 diplomatici cubani da Washington. La rottura delle relazioni con Cuba è in linea con le altre azioni di Trump intese a sovvertire tutte le azioni intraprese negli 8 anni di Barack Obama, compresa la normalizzazione delle relazioni con Cuba. Trump ha definito la normalizzazione dei rapporti con l’Avana “accordo completamente unilaterale”. Ironia della sorte, è noto che le imprese di Trump avevano precedentemente violato le sanzioni statunitensi a Cuba per creare hotel e resort di proprietà di Trump sull’isola. L’amministrazione Trump ha affermato di non sapere cosa causi gli attacchi sonici che dichiara aver danneggiato la salute e causato sordità non solo dei diplomatici statunitensi ma anche canadesi all’Avana. Il governo cubano ha anche invitato l’FBI a Cuba per partecipare alle indagini sugli attacchi sonori. L’amministrazione Trump ha rifiutato l’invito dei cubani. Tuttavia, senza prove, i portavoce di Trump accusano il governo cubano per l’interferenza sonora. Trump ha accusato direttamente il governo cubano per gli attacchi sonici nella conferenza stampa alla Casa Bianca del 16 ottobre. Il dipartimento di Stato è stato costretto a contraddire immediatamente Trump con un cablo a tutti i diplomatici statunitensi affermando che il dipartimento “non incolpa il governo di Cuba” degli attacchi. La differenza tra Casa Bianca e dipartimento di Stato su chi sia dietro gli attacchi sonori è tanto forte quanto inquietante. I media aziendali ignorano l’unica fonte possibile degli attacchi sonori, responsabile dell’unico attacco sonoro noto a una missione diplomatica, la CIA. Non solo la CIA è guidata da un sicofante di Trump senza un passato nell’intelligence, ma la CIA incolpa altri Paesi di operazioni svolte dai propri agenti. Nel caso di Cuba, la CIA può contare su una rete di agenti cubano-statunitensi e latino-americani integrati nelle istituzioni governative e commerciali cubane dopo aver viaggiato sull’isola da Paesi terzi come Messico, Nicaragua, Costa Rica, Panama e Venezuela. L’amministrazione Trump inoltre avverte i turisti di evitare Cuba, sostenendo che le armi soniche potrebbero essere rivolte sui loro hotel. Non c’è ragione plausibile per cui Cuba danneggi l’industria turistica, tuttavia vi sono diverse ragioni per cui la CIA guidata da Pompeo, in collusione con la rete cubana di destra del senatore Marco Rubio di Miami, suggerisca che i cubani colpiscano gli hotel con armi soniche. L’intera operazione dell’”arma sonica” sembra un grande attacco sotto falsa bandiera volto a colpire l’economia cubana e bloccare le relazioni tra Washington e L’Avana. Gli attacchi sonici segnalati ai diplomatici canadesi sono ovviamente mirati contro il governo del primo ministro Justin Trudeau. La famiglia Trudeau, tra cui il Primo ministro Pierre Trudeau, padre dell’attuale primo ministro, sono amici stretti del Presidente Raul Castro, fratello del Presidente Fidel Castro. Tutto ciò che potrebbe essere utilizzato per sminuire i legami canadesi-cubani sarebbe attuato dalla CIA sotto la direzione di Pompeo, un cristiano fondamentalista “creazionista” che respinge le conclusioni della scienza moderna, tra cui l’evoluzione e l’età della Terra. Le impronte digitali della CIA sono state trovate su almeno un attacco sonoro contro una missione straniera in America Latina. Nel 1990, dopo che il leader panamense Manuel Noriega cercò rifugio dalle truppe d’invasione statunitensi presso ial Nunzio Apostolico del Vaticano a Panama City; le forze statunitensi, usando metodi da guerra psicologica elaborati dalla CIA, diressero musica heavy metal sulla missione vaticana con grandi altoparlanti sulla strada. L’uso dell’arma sonica, componente del pacchetto Operation Nifty, era volto a scacciare Noriega dalla legazione. Non era solo una violazione dell’extraterritorialità diplomatica della missione vaticana, ma anche della politica del santuario della Chiesa cattolica romana. Noriega alla fine si arrese. Tali attacchi alle ambasciate costituiscono una violazione della Convenzione di Vienna, di cui gli Stati Uniti sono firmatari.
Dopo che il Presidente hondurano Manuel Zelaya fu rovesciato da un colpo di Stato voluto dalla segretaria di Stato Hillary Clinton e dalla CIA, il leader dell’Honduran, dall’esilio s’infiltrò nel Paese trasferendosi nell’ambasciata brasiliana a Tegucigalpa, capitale dell’Honduras. Dopo che la giunta militare honduregna della CIA tolse energia elettrica, acqua e forniture alimentari all’ambasciata, iniziò ad usare armi tipo sonico assai migliorate rispetto quelle utilizzate contro la missione vaticana a Panama City venti anni prima. Zelaya affermò che i mercenari israeliani che lavoravano sotto la direzione della giunta e della CIA puntarono armi ad alta frequenza sull’ambasciata brasiliana. A quanto pare, gli israeliani usarono un sistema di blocco dei cellulari per colpire Zelaya e altri nell’ambasciata. Sul tetto dell’edificio accanto all’ambasciata brasiliana fu trovato un soppressore C-Guard, prodotto dalla NetLine di Tel Aviv. C’erano prove a Tegucigalpa che i dispositivi acustici a lunga distanza (LRAD) fabbricati dall’American Technology Corporation, furono utilizzati contro l’ambasciata brasiliana. Testimoni oculari fuori l’ambasciata brasiliana affermarono che il personale della giunta usò un “dispositivo sonoro ad alta frequenza” sull’ambasciata. Una relazione sui diritti umani successivamente concluse che l’ambasciata fu sottoposta all’uso di sofisticate apparecchiature sonore ed elettromagnetiche che crearono diarrea, vomito, emorragie nasali e problemi gastrointestinali sia nell’ambasciata che nelle aree circostanti. Furono recentemente utilizzate armi soniche da forze di polizia e militari contro i manifestanti al vertice del G-20 del 2009 a Pittsburgh. Più recentemente, le armi acustiche sono state utilizzate contro i dimostranti anti-Dakota Access Pipeline nel North Dakota. Gli archivi della CIA mostrano che l’agenzia è interessata ai dispositivi ad ultrasuoni, tra cui “artiglieria acustica” e “sirene statiche” fino dal 1952. Nel 1999 la NATO introdusse un’arma sonora ad alti decibel nel suo arsenale. L’US Navy attualmente impiega LRAD sull’USS Blue Ridge e si crede che sia anche presente su altre navi della Marina.
Nel 2011, Alan Gross, contractor presso l”Agenzia USA per lo Sviluppo Internazionale (USAID) della Development Alternatives Inc. di Bethesda, Maryland, fu arrestato a Cuba e successivamente condannato per spionaggio. Gross installava linee Internet per la piccola comunità ebraica di Cuba, cosa che i rabbini della comunità negarono. Quando fu arrestato dalla polizia cubana, da Gross furono trovati dispositivi di telefonia cellulare e satellitare. La questione se altri agenti d’intelligence stranieri, oltre a Gross, abbiano contrabbandato armi sonore mascherate da apparecchiature per telecomunicazioni a Cuba, è estremamente utile per rispondere alla domanda di chi sia dietro gli attacchi sonori alle ambasciate statunitense e canadese all’Avana.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Fonte: aurorasito.wordpress.com

Roberto Mora – ControInformo.info

Perché gli Stati Uniti sono il Quarto Reich

Finian Cunningham, SCF 27.09.2017La dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Trump all’ONU di voler “distruggere totalmente” la Corea democratica e la sua declamazione della forza militare statunitense sono pari all’invocazione alla “Guerra Totale” del Terzo Reich. La facilità con cui Trump e i suoi funzionari parlano di “opzioni militari” verso la Corea democratica e qualsiasi altra nazione che gli si oppone, non è solo una violazione della Carta delle Nazioni Unite, ma anche dei principi del diritto internazionale stabiliti al processo di Norimberga dei capi nazisti. Ogni ricorso o minaccia di guerra che non sia per autodifesa è un’”aggressione”. Gli Stati Uniti del presidente Donald J Trump sono più che mai pronti ad accettare apertamente il “diritto” di dichiarare guerre. La sua affermazione isterica sull’”autodifesa” verso la Corea democratica è una cinica scusa per l’aggressione. Quando Trump dice che il leader della Corea democratica Kim Jong-un “non sarà in circolazione per molto”, è motivo ragionevole per i nordcoreani di credere che gli Stati Uniti “dichiarano guerra”, soprattutto nel contesto delle ripetute minacce da parte degli statunitensi di utilizzare “tutte le opzioni sul tavolo”. L’indiscutibile indirizzo di Trump all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è uno sconvolgente ripudio della missione ufficiale di creare la pace dell’ente mondiale. La bellicosità di Trump portava alcuni commentatori a confrontarla coi discorsi nazisti nei raduni di Norimberga nel 1938-39. L’autore Paul Craig Roberts l’ha riassunto in maniera sconcertante dicendo che gli Stati Uniti sono ora il Quarto Reich, i successori del Terzo Reich nazista. Quando qualcuno della statura di Paul Craig Roberts fa un’osservazione così grave, bisogna ascoltare. Non si tratta della mera iperbole sparata da un avventizio. Le credenziali di Roberts sono impeccabili. Ha lavorato nell’amministrazione Reagan negli anni ’80, come assistente del segretario del Dipartimento del Tesoro. Roberts ha anche lavorato come redattore del Wall Street Journal ed è un autore premiato. Per tale famoso autore dichiarare che gli Stati Uniti sono il “Quarto Reich” indica come il Rubicone sia stato attraversato dal Paese. La verità è però detta, gli Stati Uniti hanno da tempo passato il Rubicone per un territorio oscuro. Paragonare il potere statale statunitense con la Germania nazista non è mera metafora. C’è una connessione storica assai reale.
Quest’anno è il 70° anniversario della nascita dell’agenzia d’intelligence centrale (CIA) nel 1947 dopo la seconda guerra mondiale e la sconfitta della Germania nazista. Come ha recentemente osservato l’autore Douglas Valentine, la pietra miliare della CIA sono “70 anni di criminalità organizzata”. I dirigenti della CIA e del Pentagono degli Stati Uniti sono in vario modo i successori della Germania nazista. Migliaia di militari, agenti dell’intelligence, scienziati e ingegneri nazisti furono immediatamente assunti dal Pentagono e dalla nascente CIA dopo la Seconda guerra mondiale. L’operazione Paperclip, approvata dai Capi di Stato Maggiore Riuniti statunitensi alla fine del 1945 fu cruciale nell’adozione della tecnologia missilistica nazista. Il Maggiore delle SS Werner Von Braun e centinaia di altri esperti furono utili nello sviluppo delle armi statunitensi, così come nel programma spaziale della NASA. L’operazione Sunrise diretta da Allen Dulles e da altre figure della prima CIA (l’organizzazione era nota fino al 1947 come Ufficio di studi strategici) istituirono le “linee dei ratti” per i capi nazisti che fuggivano dalla giustizia e dall’Europa. Tra gli alti ufficiali nazisti aiutati e sostenuti dalla CIA c’erano il generale Karl Wolff e il maggiore-generale Reinhard Gehlen. Il legame tra intelligence e militari statunitensi e i resti del Terzo Reich, portarono a creare l’organizzazione e l’ideologia da guerra fredda della CIA e del Pentagono verso l’Unione Sovietica. Gli statunitensi beneficiarono non solo dell’oro nazista rubato ai Paesi europei, ma adottarono l’intelligence e la tecnologia militare segreta del Terzo Reich. (Vedi, ad esempio, il libro di David Talbot, La scacchiera del diavolo, sulla formazione della CIA). Il maggior-generale Reinhard Gehlen dopo l’arruolamento postbellico a Washington creò l’Organizzazione Gehlen coi suoi numerosi contatti tra i fascisti ucraini per condurre operazioni di sabotaggio dietro le linee sovietiche nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. Dopo la seconda guerra mondiale, la struttura del potere degli Stati Uniti divenne una dicotomia. Da un lato c’era il governo formale dei presidenti e del Congresso. D’altra parte, vi erano i veri detentori del potere del “governo segreto”, composto da CIA e complesso militare-industriale statunitense. Il “governo segreto” o “Stato profondo” degli Stati Uniti ha governato negli ultimi sette decenni. L’elezione di politici democratici o repubblicani non ha avuto alcun peso sulla politica governativa. Agivano CIA e “Stato profondo” rispondendo all’élite dominante del potere aziendale. Qualsiasi presidente che non lo rispettasse veniva trattato come John F. Kennedy, assassinato nel novembre 1963. Di qui la capitolazione di Trump dopo l’elezione.
Alimentati da bottino di guerra nazista, russofobia e disprezzo per il diritto internazionale, CIA e militari statunitensi sono divenuti inevitabilmente una macchina da guerra. A cinque anni dalla Seconda guerra mondiale, gli statunitensi entrarono in guerra con la Corea, presumibilmente “per sconfiggere il comunismo mondiale”. Gran parte della nuova tecnologia militare utilizzata dagli statunitensi durante la guerra del 1950-53 fu sviluppata dagli ingegneri nazisti reclutati tramite l’operazione Paperclip. La distruzione genocida inflitta alla Corea dagli statunitensi non fu diversa dalla barbarie del Terzo Reich. Negli ultimi sette decenni, i governanti statunitensi hanno intrapreso guerre, colpi di Stato, assassini e guerre per procura contro decine di Paesi nel mondo. Il numero di morti globale di tale distruzione statunitense è stimato a 20 milioni di persone. Quando i capi degli Stati Uniti esaltano “l’eccezionalità americana”, si fa eufemismo per “supremazia” e “diritto” di usare la forza per interessi strategici. Ciò non è diverso dal suprematismo che il Terzo Reich invocava per giustificare la conquista degli altri. Quando Trump e la sua amministrazione minacciano di annientare la Corea democratica, esprimono un pensiero già noto. Quasi ogni capo statunitense dalla Seconda guerra mondiale ha esibito la stessa violenza unilaterale verso altre nazioni considerate “Stati nemici”. Ciò che Trump rappresenta è semplicemente una versione più cruda di tale aggressività. Oltre al terribile numero totale di vittime delle violenze statunitensi, va notato che gli Stati Uniti attualmente spendono circa 700 miliardi di dollari ogni anno per i militari, 10 volte ciò che spende la Russia, o 10 volte quanto allocato dalle successive 9 maggiori nazioni per spesa militare. Gli Stati Uniti hanno basi militari in oltre 100 Paesi e nell’ultimo quarto di secolo è in stato permanente di guerra illegale. Non è affatto un’esagerazione dire che gli Stati Uniti sono il Quarto Reich, il cui precedente fu la Germania nazista. L’espansione della CIA e del Pentagono con personale nazista e fondi illeciti dopo la Seconda guerra mondiale, assicurò che i governanti statunitensi adottassero l’ideologia del Terzo Reich. L’eredità del Quarto Reich statunitense è evidente a chi vuole comprendere: guerre di aggressione, genocidi, guerre per procura, colpi di Stato, squadroni della morte, sorveglianza di massa dei cittadini, propaganda dai mass media e tortura di massa, tutti inflitti con impunità e autocraticamente.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Fonte: aurorasito.wordpress.com

Roberto Mora – ControInformo.info

CIA e Pentagono gestiscono l’85% dell’eroina mondiale

Nel 2014, delle 7.554 tonnellate di oppio grezzo prodotte in tutto il Mondo, 6.400 tonnellate sono state coltivate nelle zone dell’Afghanistan occupate dagli Stati Uniti d’America, con una fetta di mercato mondiale dell’85%, nonostante il Governo USA abbia dirottato 8,5 miliardi di dollari dei contribuenti nella realizzazione di una delle più dispendiose campagne anti droga mai viste.

Eroina – CIA e Pentagono, dal 2001, gestiscono il più grande produttore di oppio del pianeta: l’Afghanistan

Siete a conoscenza dell’epidemia di eroina esplosa negli Stati Uniti a partire dal 2001? Grazie alla capacità dei Governi di manipolare e nascondere le informazioni, probabilmente no.

Tra il 2002 e il 2014, i decessi da overdose di eroina, negli Stati Uniti d’America, sono aumentati da 1.779 a 10.574; nello stesso periodo, gli ettari adibiti alla coltivazione di oppio, in Afghanistan, sono passati da 7.600 agli attuali 224.000.
Nel 2014, delle 7.554 tonnellate di oppio grezzo prodotte in tutto il Mondo, 6.400 tonnellate sono state coltivate nelle zone dell’Afghanistan occupate dagli Stati Uniti d’America, con una fetta di mercato mondiale dell’85% [1], nonostante il Governo USA abbia dirottato 8,5 miliardi di dollari dei contribuenti nella realizzazione di una delle più dispendiose campagne anti droga mai viste [2].

Messico e Colombia, da sempre indicati come principali Paesi esportatori di sostanze stupefacenti negli USA, rappresentano il 2% della produzione mondiale nel campo dell’eroina, con un’offerta che, a stento, riesce a coprire la domanda di 115.000 eroinomani.
Il mainstream non fa altro che parlare di muri con il Sudamerica per “fermare il narcotraffico”, dimenticandosi di citare gli spaventosi numeri riguardanti il consumo di droghe provenienti da Paesi che nulla hanno a che fare con l’America del Sud.EroinaC’erano 189.000 consumatori di eroina negli Stati Uniti nel 2001, prima dell’invasione USA-NATO in Afghanistan. Nel 2016 questo numero è salito a 4.500.000 (2,5 milioni di tossicodipendenti da eroina e 2 milioni di utenti occasionali) [3].

A tutto ciò, si aggiunga l’interesse dato dalle importanti ricchezze minerarie dell’Afghanistan, il litio su tutte, il cui valore, secondo uno studio del Pentagono, si aggirerebbe attorno al trilione di dollari [4] e si avrà, a grandi linee, il motivo per cui gli Stati Uniti d’America non possono abbandonare il Paese.

Per approfondimenti sul tema, si consiglia la lettura di Newsbud Exclusive- NATO-CIA-Pentagon: Junction of the Real Druglords & Warlords, articolo che mostra i parallelismi tra Afghanistan e Corea del Nord, altra Nazione che, grazie al traffico internazionale di droga e ad uno dei più grandi giacimenti di terre rare del Mondo, è tornata prepotentemente “di moda”.

Note e Fonti:
[1] Congress’s Take on the Heroin Epidemic
[2] US Spent $8.5 Billion Fighting Narcotics, Afghanistan Set New Opium High
[3] US Congress’s Take on the Heroin Epidemic. 6400 tons Produced in US-Occupied Afghanistan…
[4] To appeal to Trump, Afghanistan dangles investment opportunities

Nico Forconi ControInformo.info

Assassinio JFK – Il Sindaco di Dallas un asset della CIA

JFK – Documenti rilasciati dal Governo USA dimostrano che il sindaco di Dallas era un asset della CIA al momento dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

JFK – Documenti rilasciati dal Governo USA dimostrano che il sindaco di Dallas era un asset della CIA al momento dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

Secondo il sito WhoWhatWhy, il Governo americano avrebbe rilasciato dei documenti storici riguardanti l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy, in precedenza ritenuti privi di interesse, in base ai quali emergerebbe come il sindaco di Dallas, quando JFK fu ucciso in quella città, fosse un uomo della CIA.

Al momento dell’assassinio, era Sindaco di Dallas tale Earle Cabell, un uomo della CIA dal 1956 e fratello dell’ex vice direttore della Central Intelligence Charles P. Cabell.

Vale la pena notare che JFK respinse il direttore della CIA Allen Dulles nel mese di Novembre del 1961 e che il fratello di Earle Cabell lasciò la CIA il 31 gennaio del 1962, dopo che Kennedy lo costrinse a dimettersi. Sia Allen Dulles che Charles Cabell non prestavano più servizio per la CIA il 22 Novembre 1963, giorno dell’assassinio di JFK.JFKEarle Cabell, eletto sindaco di Dallas nel maggio 1961, ha curato le modalità di viaggio e corteo di Kennedy, portandolo attraverso Dealey Plaza, lungo un percorso che ha violato quasi tutte le regole standard per la sicurezza presidenziale – e in cui le garanzie normali, come le finestre di tenuta e l’immissione di tiratori scelti, sono state ignorate.

Il documento in questione, celato in tutti questi anni poiché “non creduto rilevante” per l’assassinio di JFK, solleva l’annosa questione di chi sia a decidere quali informazioni siano da ritenere importanti e quali no.
Fonte: whowhatwhy.org

Nico Forconi ControInformo.info

 

Con “Elsa” la CIA può localizzarti anche se il PC non è connesso ad internet

Si chiama Elsa e fa parte degli strumenti di cyber sorveglianza contenuti nel Vault 7, l’insieme di software a disposizione dell’agenzia per il controllo sul web che Wikileaks ha cominciato a svelare lo scorzo marzo.

Con "Elsa" la CIA può localizzarti anche se il PC non è connesso ad internet

Si chiama Elsa e fa parte degli strumenti di cyber sorveglianza contenuti nel Vault 7, l’insieme di software a disposizione dell’agenzia per il controllo sul web che Wikileaks ha cominciato a svelare lo scorzo marzo. In quest’ultimo caso si tratta di un programma in grado di tracciare la posizione di una persona anche senza sfruttare un GPS piazzato sul suo veicolo o attraverso il monitoraggio dello smartphone. Come? Utilizzando un malware da installare sul computer della vittima e sfruttando le connessioni WiFi sparse per le città di tutto il mondo.

Il sistema sfrutta una vulnerabilità di Windows – unico OS compatibile con questo malware – e, una volta installato, registra ogni rete WiFi nelle vicinanze incrociando i dati con i database delle connessioni libere di Google e Microsoft. In questo modo basta che il computer infettato da Elsa veda una rete – non è necessario che ci si colleghi – per fornire la posizione di quel dispositivo in ogni parte del mondo proprio grazie ai database dei due colossi tecnologici che hanno registrato la posizione di tutte queste reti libere. Le informazioni sulle reti WiFi nelle vicinanze vengono quindi inviate alla CIA – ovviamente quando il computer si connette nuovamente ad internet – che può poi controllare nei database di Google e Microsoft dove si trovano nel mondo.

Un sistema incredibilmente semplice che però può essere sfruttato solo su computer che montano un sistema operativo Windows e che si trovano sotto la copertura di una rete WiFi inserita all’interno dei database dei due colossi tech. Secondo Wikileaks questo sistema è stato realizzato e utilizzato a partire dal 2012. Wikileaks non è nuova a questo tipo di rivelazioni: la scorsa settimana aveva svelato il malware Brutal Kangaroo, un virus in grado di introdursi nelle reti più sicure, cioè le cosiddette “air gapped” perché isolate dalla rete esterna. Anche in questo caso il sistema sfruttava una vulnerabilità di Windows prontamente corretta da Microsoft una settimana prima del rilascio dei documenti riservati. Una tempistica non casuale: secondo alcuni Wikileaks avrebbe avvertito preventivamente Microsoft per evitare di lasciare scoperta una falla del genere una volta pubblicate le rivelazioni.

Marco Paretti

Fonte: fanpage.it

Roberto Mora –  ControInformo.info

NSA – 25nne rivela documenti top secret

Donna statunitense di 25 anni incriminata per aver consegnato al sito “The Intercept” un documento top secret della NSA.

NSA – 25enne accusata di aver rivelato alcuni documenti classificati al sito The Intercept che provano due attacchi hacker dei servizi segreti russi volti a influenzare direttamente i risultati elettorali delle presidenziali USA

Una donna statunitense di 25 anni è stata incriminata per aver consegnato alla testata online The Intercept un documento top secret della NSA.
Sebbene non ci sia prova del fatto che i risultati elettorali possano essere stati alterati, il rapporto, datato 5 Maggio 2017, rappresenta il resoconto più dettagliato fornito dal Governo degli Stati Uniti d’America riguardante interferenze russe nella tornata elettorale del 2016.

Reality Leigh Winner, la 25enne contractor per la “Pluribus International Corporation”, una società che lavora a stretto contatto con la NSA, è formalmente accusata dal Governo USA di aver “rimosso materiale classificato da un edificio governativo e averlo spedito via email”; materiale ritenuto autentico anche da un funzionario americano che ne avrebbe confermato la veridicità anche ai microfoni della CNN.NSANonostante gli sforzi e le spese sostenute dai Governi per aumentare i livelli di sicurezza, negli ultimi mesi stiamo assistendo sempre più spesso alla divulgazione di “materiale segreto senza autorizzazione” ed altre azioni che rappresentano una “minaccia” per “la sicurezza della nostra nazione”, arrivando a minare “la pubblica fiducia nel governo”, almeno secondo quanto sostenuto dal procuratore generare Rod Rosenstein.

Sebbene l’NSA non sia riuscita ad ottenere prove sul fatto che i risultati elettorali possano essere stati alterati, l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale ha dichiarato che i tentativi ad opera del Governo Russo, avevano come scopo quello di alterare non solo la campagna elettorale ma anche le stesse elezioni presidenziali americane.

Dopo WannaCry, il ramsomware assurto alle cronache in questi giorni e diventato letale proprio grazie a i codici della NSA, ci troviamo di nuovo di fronte ad una fuga di notizie riguardante proprio l’organismo governativo degli Stati Uniti d’America che, insieme alla CIA ed all’FBI si dovrebbe occupare della sicurezza nazionale.

Terrorismo: il ritorno alla human intelligence

Il punto di vista di Sergio Germani, direttore dell’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici e coordinatore del Corso di Alta Formazione “Humint e contro terrorismo. L’intelligence delle fonti umane nel contrasto alle minacce terroristiche del 21° secolo”, che si è appena tenuto a Roma nella sede della Società Geografica Italiana.

Lasciamo stare la tecnologia, le intercettazioni, i big data, che negli ultimi decenni sono stati gli strumenti privilegiati dai servizi di intelligence dei Paesi occidentali contro la minaccia del terrorismo. O almeno mettiamoli in secondo piano. Questi mezzi non possono sostituire il valore del tradizionale agente segreto che sfrutta i contatti, si crea un sistema di fonti umane negli ambienti di interesse e che può anche diventare lui stesso un infiltrato.

Questo è ciò che sostiene Sergio Germani, direttore dell’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici e coordinatore del Corso di Alta Formazione Humint e controterrorismo. L’intelligence delle fonti umane nel contrasto alle minacce terroristiche del 21° secolo, che si è appena tenuto a Roma nella sede della Società Geografica Italiana. Il corso era rivolto al personale delle istituzioni di sicurezza e difesa specializzato nel contrasto al terrorismo, a esperti delle università e del settore privato, a security managers, dirigenti di imprese e giovani laureati, con l’obiettivo di formare funzionari in grado di gestire fonti umane.

Humint sta per human intelligence, quella disciplina dei Servizi Segreti che consiste nell’acquisizione di notizie attraverso informatori. Alcuni esempi possono essere i colloqui con immigrati o profughi o con impiegati di ritorno dall’estero e gli interrogatori di detenuti. Ma anche operazioni più scabrose come l’utilizzo di fonti occulte che collaborano in segreto per fornire informazioni per esempio sulla politica di Paesi chiusi come l’Iran o la Cina, sulle potenzialità militari di Stati ostili o sulle intenzioni di gruppi legati al terrorismo e alla criminalità organizzata.

È la parte più antica dei Servizi segreti, ma negli scorsi anni è stata usata sempre meno, a favore degli altri settori, come Sigint (Signal intelligence, l’intercettazione e l’analisi di segnali, sia tra individui che tra macchine) e Techint (Technical intelligence, specializzato su armi ed equipaggiamenti militari).TerrorismoQuestioni etiche hanno portato a mettere da parte la Humint. “Se non fosse ancora chiaro, quando si parla di Humint occulta si fa riferimento a infiltrati nelle cellule di terroristi, membri di gruppi criminali pagati per fare la spia, addetti d’ambasciata che diventano uomini dell’intelligence per vendicarsi del loro capo”, spiega Sergio Germani, “operazioni poco accettate dalla morale comune”. Già dalla Guerra Fredda si è preferito puntare su Techint. Negli anni Novanta gli Stati Uniti con una direttiva hanno impedito alla Central Intelligence Agency il reclutamento di fonti umane coinvolte in crimini. Ma il divieto è durato solo per qualche anno perché la CIA in questo modo perse le reti informative che aveva costruito e con l’11 Settembre ci si accorse di aver sbagliato.

Oggi di fronte a un terrorismo caratterizzato da lupi solitari radicalizzati sul web e non sempre ben organizzati, l’informatica e i macchinari non bastano. “Le intercettazioni da sole non ci dicono più di tanto perché vengono usate tecnologie criptate e perché la grande mole di dati che arriva va interpretata”, dice Germani, “la penetrazione di gruppi terroristici attraverso informatori o agenti infiltrati resta il metodo più efficace per avere notizie sui loro piani, intenzioni e personaggi-chiave”.

Dopo l’11 Settembre negli Stati Uniti la Humint è stata rilanciata e lo stesso è successo in Europa nei Paesi colpiti dagli attentati. In Italia ci sono ancora pochi funzionari e, secondo Germani, ne servirebbero di più e più preparati a muoversi con una certa spregiudicatezza.

Per lavorare nello Human intelligence sono richieste competenze relazionali, di comunicazione e conoscenze specifiche sulle tecniche di gestione delle fonti. Come spiega Germani, per reclutare un informatore non si può fare un semplice approccio al telefono, bisogna coltivare la relazione, poi fare la proposta di collaborazione, che è aperta ma sempre clandestina. Il primo passo è scegliere il soggetto adatto, capire i contatti che ha e quanto può essere utile. In un secondo momento, si individuano le vulnerabilità che possono renderlo disponibile ad aiutare l’intelligence: può farlo per soldi, per simpatia verso il Paese, per motivi sentimentali o per risentimento nei confronti dei capi.

Per avvicinarsi alle cellule di terroristi sarebbero opportuni anche infiltrati di religione islamica assunti come veri funzionari, come già avviene in altri Paesi, e non solo come informatori. Sapere l’arabo non è indispensabile, secondo Germani, ma ci vuole qualcuno che conosca e rispetti il Corano.
Fonte: it.businessinsider.com

Nico ForconiControInformo.info

Malta – MI6 e CIA avvertono Muscat

Secondo un report pubblicato dal sito specializzato Intelligence Online, CIA e MI6 sarebbero preoccupate per il rischio di interferenze del Cremlino nel processo elettorale a Malta.

Secondo un report pubblicato dal sito specializzato Intelligence Online, CIA e MI6 sarebbero preoccupate per il rischio di interferenze del Cremlino nel processo elettorale a Malta

L’ombra di Mosca si allunga su Malta, il più piccolo Stato dell’Ue, al centro del Mediterraneo, che ha la presidenza di turno del Consiglio Ue. Nell’arcipelago tra la Libia e la Sicilia si terranno le elezioni legislative sabato 3 giugno, che vedranno il Partito Laburista (Partit Laburista) al Governo, guidato dal primo ministro Joseph Muscat, sfidato da Simon Busuttil del Partito Nazionalista (Partit Nazzjonalista), con altri quattro candidati minori.

Secondo un report pubblicato dal sito specializzato Intelligence Online, la CIA e l’MI6 sarebbero “preoccupate” per il rischio di interferenze russe nel processo elettorale a Malta. I sospetti di interferenze da parte del Cremlino nascono da uno scandalo riportato ampiamente dalla stampa maltese.

La moglie del primo ministro, Michelle Muscat, e il suo capo di gabinetto, Keith Schembri, sono stati accusati di malversazioni finanziarie, dato che Schembri deterrebbe quote in una compagnia delle Isole Vergini Britanniche, la “Egrant Inc”, che si trova tra le compagnie offshore incluse nei Panama Papers. La compagnia, secondo quanto riportato dalla stampa, avrebbe ricevuto fondi dalla famiglia del presidente azero, Ilham Aliyev. I Muscat hanno negato le accuse.

Durante una conferenza stampa alla Valletta Muscat ha spiegato di “non aver commentato” sulla vicenda finora “perché si tratta di una materia che riguarda i servizi di sicurezza. Questa informazione ci è stata trasmessa da servizi segreti alleati: visto che ormai queste informazioni sono di pubblico dominio, ora vorrei commentare. Sì – ha confermato – siamo stati informati da servizi di sicurezza alleati che questa storia è stata creata ad arte dopo che il governo maltese ha rifiutato di rifornire di carburante navi da guerra russe in rotta verso la Siria”.Malta“Non abbiamo ancora prove che la persona dietro la storia – ha continuato Muscat – sia legata ai servizi di sicurezza russi. La storia non è stata divulgata dai servizi segreti maltesi, ma siamo stati informati da servizi alleati. Si menzionano i servizi di sicurezza di due Paesi alleati: siamo stati avvertiti che alcuni individui potrebbero aver avuto dispiaceri dalla presidenza maltese (del Consiglio Ue, ndr), che ha accelerato i lavori sulla liberalizzazione dei visti per l’Ucraina e che ci sarebbe stato un qualche tipo di vendetta.

La “Russian connection” viene dalla fonte di queste accuse, una contabile russa, di nome Maria, che lavora a Malta per una società che fa capo ad un altro cittadino russo, Alex Zavlasvky. Alla cittadina russa è stato ritirato il passaporto dalle autorità maltesi, cosa per cui l’ambasciata ha protestato. Il ministero degli Esteri russo, contattato dall’Adnkronos, non ha risposto alla richiesta di un commento.

Malta ha fatto parte del Movimento dei Paesi non allineati ed è neutrale dal 1980, l’anno dopo che l’allora primo ministro Dom Mintoff, storico leader del Partito Laburista, riuscì a chiudere le basi militari inglesi. La lotta per la neutralità di Malta portata avanti da Dom Mintoff trovò una sponda preziosa in Aldo Moro, che lo aiutò a trovare un accordo con la Gran Bretagna per la chiusura delle basi (Londra conserva importanti aree ad uso militare a Cipro, altra ex colonia britannica nel Mediterraneo).

La nota verbale con cui l’Italia accettava la neutralità maltese, ha ricordato l’ex ministro degli Esteri maltese Alex Sceberras Trigona sul Times of Malta nel trentennale della neutralità, risale all’8 settembre 1980, quando presidente del Consiglio era Francesco Cossiga.  Quell’intesa, spiegava il ministro, ha posto in soffitta gli storici motivi di tensione tra La Valletta e Roma, cioè la presenza delle basi britanniche e l’irredentismo. La neutralità di Malta è garantita dalla Costituzione dell’arcipelago, ma il primo ministro maltese Muscat, secondo Intelligence Online, è considerato come favorevole al campo Nato-Ue.
Fonte: www.adnkronos.com

Nico ForconiControInformo.info

CIA – Il lato oscuro dell’Espressionismo astratto

È un fatto poco noto nella storia dell’arte ma vero: il successo dell’Espressionismo astratto statunitense si deve (anche) alla CIA.
Dopo molte teorie sui finanziamenti dell’intelligence alla cultura americana, le prime rivelazioni.

È un fatto poco noto nella storia dell’arte ma vero: il successo dell’Espressionismo astratto statunitense si deve (anche) alla CIA

L’intelligence americana, subito dopo la seconda guerra mondiale e in piena guerra fredda ha deciso di finanziare e promuovere molte delle espressioni culturali del nuovo continente. Così dal jazz fino al cinema passando per l’arte, la CIA, sotto l’ufficio gestito dall’agente Tom Braden, elargiva denaro per portare a compimento progetti altrimenti difficilmente realizzabili.

Lo scopo, anche se non immediatamente intuitivo, è sicuramente ingegnoso: cercare di far vedere la superiorità e la vivacità della cultura statunitense rispetto alla ben più austera cultura sovietica. Se poi Jackson Pollock e compagni fossero veramente a conoscenza del progetto è impossibile saperlo ma difficile sarebbe credere che tutto fosse fatto con la consapevolezza degli artisti. Un esempio di come lavorava la CIA è l’esposizione itinerante “The New American Painting”. Nel 1958, la collettiva che raccoglieva i migliori artisti della nuova generazione americana poteva essere esposta alla Tate di Londra, istituzione interessata ad ospitare quello che allora era  forse il più grande movimento artistico mondiale. L’unico problema erano i soldi, mancavano i fondi per il trasporto delle opere e, magicamente, il miliardario Julius Fleischmann, appassionato d’arte contemporanea, decide di finanziare l’iniziativa; inutile dire che dietro a Fleischmann si nascondeva la CIA.CIADopo molte teorie sui finanziamenti dell’intelligence alla cultura americana, le prime rivelazioni avvengono a inizio anni Duemila quando un ex funzionario, Donald Jameson, rivela l’appoggio della CIA all’Espressionismo astratto. “Naturalmente gli artisti – spiega – non lo sapevano, non erano al corrente del nostro gioco. È da escludere che tipi come Rotkho o Pollock abbiano mai saputo di essere aiutati nell’ombra dalla CIA che, tuttavia, ebbe un ruolo essenziale nel lancio e nella promozione delle loro opere. E nell’aumento vertiginoso dei loro guadagni”.
Fonte: insideart.eu

Nico ForconiControInformo.info