Problemi alla tiroide? Ecco cosa mangiare

Iodio, zinco e selenio sono le parole d’ordine per il benessere della nostra tiroide. Ecco una lista dei cibi che li contengono.

Iodio, zinco e selenio sono le parole d’ordine per il benessere della nostra tiroide. Ecco i cibi che li contengono

Iodio

È un minerale essenziale che è necessario per la produzione degli ormoni della tiroide. Di conseguenza chi ne assume poco può essere a rischio. Il deficit di iodio è molto comune e colpisce circa un terzo della popolazione mondiale.
È molto importante quindi mangiare sale con iodio e cibi che ne sono ricchi come i frutti di mare, il pesce, i latticini e le uova.Tiroide

Selenio

Il selenio aiuta il corpo ad attivare gli ormoni della tiroide. Contiene anche antiossidanti, che significa che può proteggere la ghiandola dai danni dei radicali liberi. Questo minerale è contenuto nelle noci, nel tonno, nelle sardine, nelle uova, nei legumi e negli spinaci. Assumete un integratore con selenio solo se ve lo ha consigliato il medico. Diversi studi hanno infatti dimostrato che i supplementi ne contengono molto, e a lungo andare può diventare tossico.

Zinco

Come il selenio, anche lo zinco aiuta il corpo ad attivare gli ormoni della tiroide. Diversi studi americani hanno dimostrato che lo zinco possa aiutare a regolare la TSH, l’ormone che “dice” alla ghiandola tiroidea di rilasciare gli ormoni.
Lo zinco è contenuto nelle ostriche e in altri frutti di mare, nel manzo e nel pollo.

Fonte: www.ok-salute.it

Nico ForconiControInformo

Pesticidi su frutta e verdura: bicarbonato ne elimina il 96%

Pesticidi su frutta e verdura: uno studio afferma che il bicarbonato di sodio è in grado di eleminarne il 96%.

Pesticidi su frutta e verdura: uno studio afferma che il bicarbonato di sodio è in grado di eleminarne il 96%

Il bicarbonato di sodio ha moltissimi utilizzi: sbianca, pulisce e deterge. Un recente studio ha dimostrato che il bicarbonato di sodio sia anche in grado di rimuovere fino al 96% dei pesticidi che possiamo trovare su frutta verdura acquistata. Se il bicarbonato viene mescolato con l’acqua e strofinato sulla buccia degli alimenti bastano 15 minuti di questo semplice trattamento per mangiare un frutto o una verdura poco o nulla contaminati dai prodotti chimici che si usano in campagna.

Il motivo per cui il bicarbonato è così efficace è che ha un pH estremamente alcalino, che agisce sulle molecole dei pesticidi e le frantuma trasformandole in molecole completamente innocue. L’autore principale di questo studio è il dottor Lili He, dell’Università del Massachussetts, che ha spiegato come sia “normale” la presenza di antiparassitari sui prodotti agricoli, ma sia altrettanto necessario eliminarli prima di mangiarli.PesticidiDopo diversi esperimenti i ricercatori hanno così scoperto che il bicarbonato di sodio rimuove fino al 96% dei residui di pesticidi su frutta e verdura, aggiudicandosi così la corona del miglior modo per eliminare questi prodotti dannosi per la nostra salute. Quelli più difficili da togliere sono al tiabendazolo perché questo componente chimico si infila nella buccia porosa della frutta: il bicarbonato di sodio però riesce ad eliminarlo.

Ovviamente potrete anche pensare che, invece di lavare la frutta con il bicarbonato di sodio, sia più facile levare la buccia per non avere problemi di sicurezza alimentare legata ai pesticidi. È vero, ma allo stesso tempo i ricercatori sottolineano che sbucciando la frutta si perde anche un elevato quantitativo di vitamine. Meglio allora perdere qualche minuto in più per lavare con il bicarbonato frutta e verdura.

Fonte: www.greenstyle.it

Nico ForconiControInformo

Caduta dei capelli: 6 consigli per prevenirla

Fino alla fine di Novembre, si perde un 20-30% di capelli in più rispetto al resto dell’anno. Ecco 6 rimedi naturali per prevenire e combattere la caduta dei capelli nel periodo delle castagne.

Caduta dei capelli nel periodo delle castagne – Ferro, Vitamina A e C, e tanta acqua per combatterla.

I consigli della dott.ssa, biologa e nutrizionista, Rosanna Giordano.

Vi siete mai chiesti come mai ogni anno, nel periodo autunnale, tra ottobre e novembre, si perde una quantità di capelli superiore rispetto al resto dell’anno? A causare questo fenomeno, secondo gli esperti, non sarebbe il cambiamento di temperatura come si credeva anni fa, ma dipenderebbe dalla variazione delle ore di luce nell’arco della giornata. Un meccanismo complesso mediato dalla melatonina, ormone regolatore del ciclo luce-buio. Il problema riguarda in egual modo sia gli uomini che le donne: fino alla fine di novembre si perde un 20-30% di capelli in più rispetto al resto dell’anno. Purtroppo non esistono veri e propri rimedi, l’unica cosa che si può fare è prestare maggiore attenzione a quello che si mangia in questo periodo. Non esistono cibi in grado di arrestare la caduta dei capelli, ma poiché l’alimentazione è fondamentale per la salute di tutto l’organismo, capelli compresi, può essere comunque un valido aiuto per prevenire la caduta. I capelli si nutrono grazie ai follicoli e per questa ragione è fondamentale seguire un’alimentazione ricca di di vitamine, proteine e fibre, per rafforzarli e per favorirne la salute.

NapoliToday ha chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Rosanna Giordano, quali devono essere i cibi da introdurre nella dieta per prevenire la caduta dei capelli in questo periodo.Capelli

  • Un alleato di una folta chioma è il ferro, contenuto nelle verdure a foglia verde scuro ( come spinaci, biete, etc), carne magra, legumi, cereali (es Muesli), etc.
  • Per migliorarne l’assorbimento potremmo abbinarci la vitamina C, per cui diciamo sì ad una premuta fresca di limone da abbinare agli alimenti sopracitati. Assumere una giusta quantità di antiossidanti naturali (quindi frutta e verdura) è importante non solo per il cuoio capelluto e il capello in sé ma anche per ogni singola cellula del nostro corpo per contrastare l’azione dei radicali liberi. I radicali liberi, infatti, possono accelerare i processi di invecchiamento cellulare, attivare processi infiammatori, avere effetti cancerogeni, favorire l’arteriosclerosi e il decadimento del sistema immunitario.
  • La perdita di capelli, nella maggior parte dei casi, dipende per lo più da una mancanza di vitamine del gruppo B, in particolare B6 (biotina, acido folico, magnesio, zinco e zolfo). La biotina, ad esempio, dà un supporto importante nella fase di ricrescita del capello poiché promuove il metabolismo di grassi e proteine. La ritroviamo nel pesce, piselli, pollo, lenticchie, formaggi, tuorlo d’uovo e latte. L’acido folico non viene prodotto dal nostro organismo, per cui ancora una volta preferiamo i vegetali con foglie verde scuro particolarmente ricchi di questa vitamina come spinaci, cavolo verde e cime di rapa sono alcuni esempi. Lo zolfo costituisce la cheratina, ben nota a tutti, e lo ritroviamo in alimenti come carni bianche, pesce, uova, legumi, cipolla, germe di grano, asparagi, cavoletti di bruxelles, aglio.
  • Importante per combattere la caduta dei capelli è anche la vitamina A. Questa vitamina, contenuta nelle uova, verdure, latte, olio di pesce, olio di semi di girasole e olio d’oliva, favorisce l’ossigenazione delle cellule dei follicoli, rafforzando i capelli e favorendone la crescita.
  • Un altro consiglio per mantenere i capelli forti è bere tanta acqua, almeno 8 bicchieri al giorno, ed evitare il consumo eccessivo di bibite gassate, bibite energetiche e bevande alcoliche.
  • In ultimo, non dimentichiamo che ad una sana alimentazione vanno abbinati anche corretti stili di vita: evitare o ridurre il fumo, praticare attività fisica sono sicuramente tutti perfetti alleati di una folta e lucente chioma, ma anche di una fantastica pelle e unghie sempre più resistenti.

Fonte: www.napolitoday.it

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Tinture per capelli: aumentano rischio di cancro al seno?

Secondo uno studio condotto dal del Princess Grace Hospital di Londra, le tinture per capelli avrebbero legame con il cancro al seno e altri tipi di tumori.

Secondo uno studio le tinture per capelli avrebbero un legame con il cancro al seno e altri tipi di tumori

La tintura per i capelli è causa di tumori al seno? Ad allarmare le donne di mezzo mondo, ci ha pensato il chirurgo senologo Kefah Mokbel del Princess Grace Hospital di Londra, il quale ha spiegato, durante un’intervista al Daily Mail, che le donne che si colorano troppo spesso i capelli rischiano fino al 14% in più di ammalarsi di tumore. La ricerca ha coinvolto 4mila donne bianche e afroamericane, di cui circa la metà con carcinoma mammario e l’altra metà sane. Dallo studio è emerso che il ricorso a tinte per capelli era legato al 51% nelle donne afroamericane al cancro. Quante volte, dunque, è consigliata la tinta?

Tinta non più di 6 volte l’anno

Secondo le ultime ricerche in merito le tinture per capelli non andrebbero fatte più di 6 volte l’anno, un numero che già ci sembra sufficiente. Il consiglio per evitare il cancro mammario, dunque, è quello di non esagerare con le colorazioni e utilizzare prodotti naturali come henné, rabarbaro e via dicendo. La tinta, ovviamente, non è l’unica variabile, infatti lo screening mammario dai 40 anni è fondamentale per una corretta prevenzioni. Questi studi, comunque, che hanno bisogno di essere approfonditi, allertano la popolazione femminile, in quanto sono moltissime le donne che ricorrono alla tinta per capelli più volte l’anno.TintureMolte, addirittura, si tingono ogni mese per coprire la ricrescita. E il problema tinta non riguarderebbe solo il rischio per il cancro al seno ma anche possibili reazioni allergiche causate dai prodotti da banco che si trovano al supermercato, in particolare le tinte permanenti contenenti para-fenilendiammina, che può causare prurito, bruciore e reazioni allergiche. Il problema riguarda più da vicino alcune sostanze, ritenute cancerogene, presenti in alcuni prodotti per la colorazione dei capelli che ha determinato anche il ritiro dal mercato di alcune tinture specifiche.

Non solo il tumore al seno

Oltre al temuto cancro al seno per le donne, il legame tra tinta per capelli e tumori parla anche di altri tipi di cancro come leucemie, linfomi non-Hodgkin e tumore alla vescica. Nel caso in questione, secondo uno studio dell’Università del Sud California le donne che si tingono spesso i capelli sono più a rischio di contrarre il cancro alla vescica.

Fonte: www.investireoggi.it

Nico ForconiControInformo.info

Nuovo studio afferma: l’aspirina previene il cancro

Secondo una ricerca dell’Università di Hong Kong l’aspirina ridurrebbe fino al 47% la possibilità di ammalarsi di tumori dell’apparato digerente.

Secondo una ricerca dell’Università di Hong Kong l’aspirina riduce fino al 47% la possibilità di ammalarsi di tumore

L’aspirina riduce le possibilità di ammalarsi di tumore all’apparato digerente. È l’ultima scoperta della scienza che ribalta un po’ quello che era sempre stato creduto fino ad oggi, ossia che assumere troppo spesso medicinali è deleterio per l’organismo. Secondo uno studio condotto dall’Università di Hong Kong e presentato durante il meeting della United European Gastroenterology a Barcellona, assumere per lungo tempo l’aspirina ridurrebbe fino al 47% la possibilità di ammalarsi di alcuni tipi di tumore dell’apparato digerente.

Aspirina contro il cancro

In particolare si parla del 47% in meno di possibilità di ammalarsi di tumore al fegato ed esofago, 38% riferito al cancro allo stomaco, 34% al pancreas e 24% al colon retto. Questo risultato, che può sembrare incredibile, è arrivato dopo una lunga ricerca che ha coinvolto cieca 600mila persone prendendo come riferimento il consumo di aspirina confrontato con l’incidenza di cancro. Nel dettaglio si sono studiati i soggetti in base al consumo di aspirina confrontando anche quelli che non ne hanno mai fatto uso o solo poche volte. Dalla ricerca è emerso che i soggetti che avevano preso per più tempo l’aspirina, si parla di almeno sei mesi, erano a rischio basso di tumori gastrici. Questa ricerca è andata avanti per circa 10 anni e la tesi finale è che l’aspirina sembra avere un ruolo molto importante nel ridurre la possibilità di ammalarsi di questi tipi di tumore.AspirinaIn realtà lo stesso antinfiammatorio avrebbe un ruolo anche nel ridurre tumore al polmone, alla prostata e leucemie mentre sembra non avere un legame con il cancro al seno ne tanto meno altri tipi di cancro come quello che colpisce i reni, la vescica o il mieloma multiplo.

Giordano Beretta, nuovo presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), ha però spiegato che “le popolazioni orientali possono avere una risposta ai farmaci completamente diversa da quella degli occidentali, perché diversa è l’attività enzimatica”. La ricerca è stata infatti svolta ad Hong Kong. Per il resto l’evenienza che l’uso prolungato di questi farmaci per lungo tempo potessero avere un beneficio era già nota ma questo non vuol dire che bisogna assumere l’aspirina senza motivo poiché si tratta sempre di un farmaco con effetti collaterali possibili.

Fonte: www.investireoggi.it

Nico ForconiControInformo.info