Petrolio: prezzo a picco ma la benzina sale

Petrolio – Crolla sotto i 30 dollari al barile ma il prezzo di benzina e gasolio non scende con la stessa forza e rapidità con la quale sale quando il greggio diventa più caro.
Ecco Perché.

1859, Edwin L. Drake posa la prima pietra dell’industria petrolifera mondiale.
1956, Marion King Hubbert getta un macigno sull’industria petrolifera mondiale.

“Abbiamo raggiunto l’apice dell’epoca petrolifera. Nella prima parte il greggio era economico e abbondante. Ora comincia a farsi scarso. La produzione globale diminuirà annualmente del 2,5 %, i prezzi saliranno alle stelle. Il picco del petrolio è un incredibile punto di svolta nella storia dell’umanità. Gli economisti ripetono sempre: l’età della pietra non è finita perché le pietre sono venute a mancare, bensì perché questo materiale non ha retto il passo con il progresso e il bronzo ha sostituito la pietra come poi il ferro ha sostituito il bronzo. C’erano ancora quantità enormi di pietre, ma l’uomo ha trovato dei materiali migliori. Questa volta invece le pietre scarseggiano senza che in vista si prospetti qualcosa di meglio” [1].

Colin Campbell, 19 Ottobre 2004

Il padre del pensiero del “peak oil” è un geologo texano di nome Marion King Hubbert, il quale, nei primi anni Cinquanta, ha elaborato dei metodi fisico-statistici per lo studio dell’andamento dell’estrazione delle risorse esauribili. Nel 1956 Marion King Hubbert pronostica che il picco di estrazione del petrolio, negli Stati Uniti, si sarebbe verificato tra il 1966 ed 1972 [2], mentre la metà di tutte le riserve mondiali accertate di petrolio, il “peak oil” mondiale, si sarebbero esaurite all’incirca nel 2010 o nel 2015, tenendo in considerazione anche le riserve di gas, anni in cui la quantità di petrolio sarebbe dovuta diminuire a ritmi talmente accelerati da indurre il Mercato ad un aumento incontrollato del prezzo.
Il suo “datore di lavoro”, la “Shell Group”, consorzio anglo-olandese che, nel 2005, vantava un fatturato di 265 miliardi di dollari ed un utile di 18,2 miliardi di dollari [3], oltre a non prestare attenzione alle ricerche del geologo, prova a convincerlo a non rendere pubblici i risultati dei suoi studi, che rimangono nell’ombra fino agli anni Settanta.
E’ in questi anni che comincia a farsi largo la teoria del “peak oil”, ed è sempre in questi anni che iniziano a nascere una serie di studi “alternativi” che conducono alla “teoria abiogenica” per l’origine del petrolio, portata avanti da Nikolaj Aleksandrovich Kudrjavtsev, il quale afferma che il petrolio è formato da fonti non-biologiche di idrocarburi localizzati in profondità, piuttosto che dalla sedimentazione di resti organici [4], come affermato dai sostenitori della teoria del picco di estrazione.
Le “teorie anticonvenzionali” hanno, da sempre, vita difficile, anche nel campo della Scienza, nonostante il metodo critico imponga l’applicazione dei princìpi presi in esame all’esperienza, poiché essa si oppone sempre alle grandi scoperte prima di accettarle, come accaduto, per esempio, nel XIX secolo con tutti i progressi nella comprensione dell’elettricità [5].
Alcune “teorie”, o sarebbe meglio dire scoperte, invece, giungono talmente “in anticipo sui tempi” da rimanere ignorate per anni, come nel caso della genetica di Mendel o della deriva dei continenti teorizzata da Wegener [6].
Alcune tesi, infine, vengono alla luce attraverso successivi mutamenti di paradigma, nel corso dei quali le vecchie convinzioni finiscono per essere rovesciate da nuove idee che solo fino a poco prima della “rivoluzione” erano state considerate eretiche come, per esempio, la teoria corpuscolare della luce o la meccanica quantistica [7].
PetrolioE questo potrebbe essere anche il caso della “teoria abiogenica” e dei suoi sostenitori, tra cui Viktor Filipovich Linetskij e Vladimir Borisovich Porfiriev che vedono nell’improvvisa e costante pubblicizzazione da parte del mainstream del “peak oil”, uno strumento attraverso il quale i produttori di benzina hanno attizzato le paure mediatiche secondo cui le riserve del nostro pianeta sono velocemente in declino. Il termine “picco del petrolio” diventa di uso comune e le nostre menti iniziano ad abituarsi all’idea che i “combustibili fossili” diverranno sempre più costosi, mentre il nostro appetito insaziabile seccherà, bevendola, questa fonte “finita” di energia liquida.
Tale propaganda adattata agli interessi dell’industria petrolifera e dei Governi occidentali, è sistematicamente sostenuta da una teoria scientifica che sembra riflettere di molto la truffa della teoria dell’effetto serra, che a sua volta è il veicolo attraverso il quale si è reso possibile il sistema di tassazione delle emissioni di anidride carbonica.
I tre geologi dimostrano che il carburante “fossile” è spazzatura scientifica legata alla teoria del riscaldamento globale antropico (“Anthropogenic Global Warming”“Agw”). Il petrolio è dimostrato essere originato dai minerali, non da organismi fossilizzati. Niente più paura, dunque, per la contrazione delle riserve, come dicono gli esperti del petrolio naturalmente “rinnovabile”.
Sì, avete letto bene e più di 2.000 revisori scientifici dell’Europa orientale, sinistramente ignorati dai governi e dal mainstream occidentale, sostengono tale affermazione. Dalla metà del ventesimo secolo, gli scienziati sanno che la teoria dei combustibili fossili è falsa e hanno dimostrato irresistibilmente che il petrolio deriva da depositi di minerali altamente compressi dalle profondità alla superficie. La conseguenza più sorprendente di questi risultati, è che il petrolio diventa, “improvvisamente”, una fonte rinnovabile dalla rigenerazione costante in natura.

In tutti questi anni i termini “peak oil” e “combustibili fossili” sono stati sinonimi. Essi implicano che siamo inesorabilmente di fronte alla diminuzione delle risorse naturali e che i giorni dell’energia a basso costo, a base di carbonio, siano finiti. Instillato nella coscienza pubblica come reale, abbiamo sempre più accettato come inevitabile l’aumento continuo dei prezzi dell’energia come conseguenza del nostro stile di vita da consumatori. I giornalisti hanno contribuito a fornire “prove” di un tale racconto apocalittico con la stesura di libri come “La lunga emergenza: sopravvivere alla fine del petrolio, cambiamenti climatici, e altre catastrofi convergenti del XXI secolo”, di James Howard Kunstler o “Party’s Over: Oil, War and the Fate of Industrial Societies”, di Richard Heinberg, vendendo al pubblico anche le paure [8].

L’argomentazione principale portata avanti dai due “schieramenti”, prende spunto dalla crisi petrolifera degli anni Settanta, solo che, mentre i sostenitori del “peak oil” utilizzano la crisi per sostenere la loro teoria, i fautori della “teoria abiogenica” cercano di concentrare l’attenzione dell’opinione pubblica sì sulla crisi petrolifera, ma osservata da un altro punto di vista. Un cartello che si guadagnerà il soprannome di “Seven Sister”“Sette Sorelle” – dal numero di società che ne farà parte [“Standard Oil of New Jersey” (“Esso”), “Standard Oil of New York” (“Mobile”), “Gulf Oil”, “Texaco”, “Standard Oil of California” (“Chevron”), “Royal Dutch Shell” e “British Petroleum” (“BP”)], con lo storico trattato siglato in data 17 Settembre del 1928 nel castello di Achnacarry, in Scozia, siglerà l’accordo sulla necessità di mettere per iscritto la divisione del mondo definita in quel momento, stabilendo un prezzo del petrolio vincolante per tutti, ponendo fine alle rovinose lotte per la concorrenza e per il prezzo del sempre più richiesto “oro nero” [9] e inondando il mercato statunitense con importazioni di greggio a buon mercato proveniente dal Medio Oriente, applicando tariffe libere, a prezzi così bassi, che molti produttori del Texas e della California, non potendo più competere, finiranno inevitabilmente per chiudere i pozzi. Altro che “Peak Oil”.

Se è nell’edificio viennese dell’“Organisation of the Petroleum Exporting Countries” (OPEC), sul canale del Danubio, che si fa politica, è a Londra, dietro le mura dell’“International Petroleum Exchange” che si fanno gli affari; qui si realizzano ogni giorno transazioni per un valore di miliardi di dollari, che girano intorno al greggio ed al gas.
Le più importanti piazze del mercato petrolifero sono il “New York Mercantile Exchange” (“NYMEX”), che realizza circa il 65% delle contrattazioni mondiali del petrolio, l’“International Petroleum Exchange” (“IPE”), con sede a Londra, che realizza circa il 35% delle contrattazioni mondiali del petrolio, ed il “Singapore International Monetary Exchange” (“SIMEX”) [10].

Uno dei meccanismi più semplici da comprendere, in Borsa, è lo spot market, che funziona come se si andasse a comprare la verdura al mercato. I prezzi dei prodotti, in questo contesto, sono quelli che vengono citati da giornali, televisioni, riviste e quant’altro, non necessariamente di competenza del mondo della finanza. Dato che si tratta del mercato più caro in assoluto, la quantità di petrolio scambiata a prezzo da spot market è molto limitata. Gran parte delle trattative sul petrolio infatti si svolge ancora oggi con contratti di consegna a termine di lunga scadenza.
Per distribuire il rischio di una fluttuazione dei prezzi, coloro che vogliono acquistare greggio, cercano qualcuno che si accolli parte del rischio. Immaginiamo una compagnia aerea che, al momento di stendere il bilancio annuale, desidera far affluire i costi di carburante nelle previsioni di mercato dell’azienda. Questa compagnia aerea si reca in Borsa e trova un venditore, il quale, in un momento preciso del futuro, vuole vendere una quantità determinata di un prodotto standardizzato. Per esempio, tra due settimane, tra sei mesi, ma magari anche tra un anno. In Europa, la qualità di greggio soggetta a scambio si chiama “Brent”, al “NYMEX” si chiama “West Texas Intermediate” (WTI) e, a Singapore, “Dubai Crude”. Non importa, dunque, quali siano state le fluttuazioni del prezzo del cherosene: la compagnia aerea si è premurata, infatti, di mantenere il greggio al costo stabilito nel proprio bilancio annuale. Potrebbe anche acquistare oggi del greggio che le verrà consegnato solo tra qualche mese, al prezzo che, nel mercato a termine, si stabilisce oggi per il futuro.
Poiché, però, multinazionali del petrolio come “ExxonMobil”, “BP”, “Shell”, “ChevronTexaco” o “Total”, estraggono solo una minima parte della quantità mondiale di greggio (in totale meno del 15%), sono costrette anch’esse a rifornirsi in Borsa.
Chi gioca in borsa lo chiama hedging, ovvero copertura da rischi di fluttuazione con acquisti o vendite a termine.

Ma non sempre chi tratta in petrolio è davvero interessato al greggio (“wet barrel”), ci sono anche speculatori, che scommettono sul calo e sull’aumento dei prezzi traendone profitti, senza la minima intenzione di consegnare o ricevere nemmeno una goccia di petrolio. Queste persone trattano con i cosiddetti “paper barrel”, ovvero con barili di carta. Si limitano ad acquistare un contratto di consegna di greggio da effettuarsi in un determinato momento del futuro. Se, stando alle loro previsioni, i prezzi salgono, acquistano il greggio nella speranza di poter rivendere il contratto prima della scadenza ad un prezzo ancora maggiore: la differenza sarà dunque il loro profitto.

Alla Borsa del petrolio si concludono ogni giorno migliaia di affari di questo genere e la gran parte di essi sono “paper barrel”.
Per capire la percentuale di speculatori presenti sul mercato, basti pensare che, a New York, in una settimana di Agosto del 2004, i broker “non commerciali” (registrati per legge come mediatori di greggio non facenti parte dei broker “commerciali”), trattavano 80.000 contratti (1.000 barili a contratto) long, come dice chi gioca in Borsa: ovvero avevano per le mani contratti di consegna di 80 milioni di barili di petrolio, i quali non erano destinati ad un utilizzo reale, ma soltanto ad essere rivenduti per garantire un guadagno. Ottanta milioni di barili corrispondevano, più o meno, all’allora produzione giornaliera mondiale di petrolio [11].

Nel 2008, nel corso dell’indignazione popolare contro le banche di Wall Street per aver causato la crisi finanziaria, il Congresso approva, finalmente, una legge che, a partire da Gennaio 2011, da potere alla “Commodity Futures Trading Corporation” (“CFTC”), l’agenzia del Governo degli Stati Uniti preposta alla regolamentazione dei derivati finanziari, di imporre dei massimali sul traffico di titoli sul petrolio, dando alla luce il “Dodd-Frank Wall Street Reform Act”.
Curiosamente, questi limiti non sono ancora stati attuati dalla “CFTC”. In una recente intervista, il Senatore statunitense Bernie Sanders, del Vermont, ha dichiarato che la “CFTC” non “ha la volontà” di mettere in atto questi limiti e “deve obbedire alla legge”, aggiungendo “quello che dobbiamo fare è […] limitare la quantità di petrolio che una qualsiasi azienda può controllare sul mercato dei futures petroliferi. La funzione di questi speculatori non è usare il petrolio, ma di realizzare profitti dalla speculazione, alzare i prezzi e vendere” [12].
A tutt’oggi, le stime affermano che gli speculatori, cioè i trader dei future, come le banche e gli hedge funds, che non hanno alcuna intenzione di occuparsene fisicamente ma solo di ricavarne un profitto di carta, controllano ancora l’80 % del mercato energetico dei futures, in crescita del 30 % rispetto alle stime del 2004. Il Presidente della “CFTC”, Gary Gensler, che è bene ricordare essere un ex dirigente di Goldman Sachs, forse per mantenere una patina di credibilità, mentre la sua agenzia ignora il mandato legale del Congresso, ha dichiarato, l’anno scorso, in riferimento ai mercati del petrolio, che “ingenti afflussi di denaro speculativo creano una profezia che si autoavvera, facendo lievitare i prezzi delle materie prime” [13].
Petrolio
Ai primi di Marzo, il Ministro del petrolio kuwaitiano Hani Hussein, ha detto, in un’intervista trasmessa dalla televisione di Stato, “Sotto la teoria dell’offerta e della domanda, i prezzi del petrolio oggi non sono giustificabili” [14].
Michael Greenberger, Professore presso l’Università del “Maryland School of Law” ed ex-dirigente della “CFTC”, che, più volte, ha cercato di attirare la pubblica attenzione sulle conseguenze delle decisioni del Governo statunitense nel consentire la speculazione sfrenata e la manipolazione dei prezzi dell’energia a grandi banche e ai fondi, ha recentemente osservato che “Ci sono 50 studi che dimostrano che la speculazione aggiunge un premio incredibile al prezzo del petrolio, ma in qualche modo non viene percepita dalla saggezza convenzionale. […] Una volta che avete il mercato dominato da speculatori, ciò che veramente avrete sarà un casinò per giochi d’azzardo” [15].

Il risultato di una regolamentazione permissiva del Governo degli Stati Uniti, dei mercati del petrolio, ha creato le condizioni ideali in cui una manciata di banche ed istituzioni finanziarie strategiche, le stesse che, in modo interessato, dominano il commercio mondiale dei derivati del petrolio e le stesse che possiedono le azioni dell’importante Borsa del petrolio a Londra, l’“ICE Futures” (ex “IPE”), sono in grado di manipolare le enormi oscillazioni a breve termine del prezzo che paghiamo per il petrolio, la benzina o innumerevoli altri prodotti petroliferi [16].
Mentre, però, ancora si aspetta che il “Dodd-Frank Wall Street Reform Act”, deciso dalla “Commodity Futures Trading Corporation” sia recepito e reso effettivo, l’innovazione più recente nel mondo borsistico, l’istituzione della Borsa “ECX-Carbon-Financial-Instruments-Future”, dove sono trattati i diritti di emissione di anidride carbonica, sembra già impazzare ed attrarre gli speculatori di tutto il Mondo. Queste Borse sono nate ad Amsterdam ed a Chicago, in seguito all’entrata in vigore del “Protocollo di Kyoto” per la protezione del clima, in buona sostanza, prima la Borsa fa affari con il petrolio, poi, nel nome della protezione del clima, realizza i suoi utili grazie all’anidride carbonica prodotta durante il processo di combustione del greggio. In parole povere, i broker, sono riusciti persino a scoprire il modo di fare i soldi con l’aria bollente.

Nel 2005, il rappresentante del Congresso degli Stati Uniti Roscoe G. Bartlett, repubblicano del Maryland, e il Senatore Tom Udall, un democratico del New Mexico, creano di colpo il “Congressional Caucus Peak Oil”. Gli scienziati che dissentono dal gregge, sono diffamati o ignorati. Negli anni Ottanta, l’eminente scienziato inglese Sir Fred Hoyle FRS, tenta, fallendo, di denunciare l’imbroglio dei sostenitori della teoria dei combustibili fossili e della diminuzione delle riserve di petrolio mondiali. Hoyle, senza i vantaggi del web mondiale, cerca, ripetutamente, di denunciare questo imbroglio.
“L’idea che il petrolio deriverebbe dalla trasformazione di qualche pesce schiacciato da detriti biologici, è sicuramente la più sciocca idea che sia mai stata accolta da un numero rilevante di persone, per un prolungato periodo di tempo”.
Insieme con altri scienziati occidentali, Hoyle ha rifiutato di netto la linea politicamente corretta, come evidenziato in un crescente numero di articoli per ristabilire l’equilibrio sull’economia del petrolio. A supporto della teoria di Hoyle interviene anche il Professor Michael C. Lynch, del “Massachusetts Institute of Technology”, i cui studi denunciano il mito di “esaurimento del petrolio”, dimostrando la genesi ad alta pressione dello stesso. Nessuna voce dei media riferisce una sola parola a riguardo, neanche a distanza di qualche anno. Come spesso succede, quando si ha a che fare con interessi economici di vasta portata, le scoperte e le ricerche sono indirizzate dall’universale connivenza dei media e degli scienziati del mondo accademico che, finanziati dal Governo, sistematicamente si ritrovano a dover fare i conti con chi finanzia il loro lavoro [8] e, oggettivamente, sembra difficile trovare, nell’attuale mercato, competitor che possano “influenzare” l’opinione pubblica e la comunità scientifica potendo contare su “metodi persuasivi” che tengano il passo con quelli delle compagnie petrolifere. Colossi come “ExxonMobil Corporation” o “Shell Group”, tanto per fare qualche esempio, sono gli unici a poter contare su un giro d’affari e un fatturato che, nel 2008, sono arrivati a sfiorare i 310 miliardi di Euro; la “Microsoft Corporation”, il cui fondatore, Bill Gates, risulta essere uno degli uomini più ricchi del mondo, nello stesso anno, ha chiuso con un fatturato di “appena” 38 miliardi di euro [17].

In tempi in cui innumerevoli terremoti, anche in altre parti del Mondo, sembrano essere originati da una sempre più sfrenata ed incontrollata ricerca di fonti di energia che ha portato società come la Chesapeake Energy o l’onnipresente Halliburton ad esasperare il concetto di perforazione, dando vita all’ormai tristemente famoso fenomeno del fracking, se, a mettere in dubbio la consolidata teoria del “peak oil”, fossero unicamente i soliti “fissati” o “paranoici” come il sottoscritto o l’Autore del SitoAurora (uno dei pochi, in Italia, ad affrontare la “Teoria Abiogenica”), si potrebbe bollare il tutto con la frase: “ecco i soliti teorici del complotto”.
Se, invece, a mettere in dubbio l’idea dei “combustibili fossili” fosse un certo Leonardo Maugeri [18], ex dirigente Eni, le cose sarebbero leggermente diverse.
Note e fonti:
[1] Intervista di Thomas Seifert a Colin Campbell il 19 Ottobre 2004, durante il “Global Peak Oil Gathering – A Gathering of Intelligence”, “Facts and Visions”, 19-21 Ottobre, Coblenza – Lahnstein, consultabile sul sito www.gasandoil.com
[2] “Hubbert’s Peak – The Impending World Oil Shortage”, di Kenneth S. Deffeyes, “Princeton University Press”, 2001; “Beyond Oil – The View from Hubbert’s Peak”, di Kenneth S. Deffeyes, Hill and Wang, 2005; “Out of Gas – The End of the Age of Oil”, di David Goodstein, Norton, 2004; “The Party is Over”, di Richard Heinberg, Riemann Verlag, 2003; “The Truth about Oil and the Looming Energy Crisis”, di Colin J. Campbell, Eagle Print, 2004
[3] Financial Report, 2004
[4]La teoria abiogenica del petrolio”, tratto da “AURORA – Sito d’Informazione Internazionalista”
[5] “Resistance by scientists to scientific discovery”, di Bernard Barber, “Science”, 134, 1961, 596-602
[6] “Prematurity and uniqueness in scientific discovery”, di Gunther Stent, “Scientific American”, Dicembre 1972, 84-93
[7] “The structure of scientific revolutions”, University of Chicago Press, di Thomas Kuhn, Chicago 1970
[8]I Russi sfatano la Teoria del Peak Oil – è fasulla come l’effetto serra, tratto da “AURORA – Bollettino d’Informazione Internazionalista”
[9] “A Century of War. Anglo-american Oil Politics and the New world Order”, di F. William Engdahl, London, Pluto, 2004
[10] “Il libro nero del petrolio – Una storia di avidità, guerra, potere e denaro”, di Thomas Seifert e Klaus Werner, Editori Newton and Compton, 26
[11]Fässer aus Papier – Spekulanten handeln mit Öl, das sie nicht besitzen. Treiben sie den Preis in die Hohe? Oder ist es die Angst vor dem Terror?, “Die Zeit”, di Fritz Vorholz, 12 Agosto 2004
[12] “Oil Speculators Must Be Stopped and the CFTC ‘Needs to Obey the Law’: Sen. Bernie Sanders”, “Daily Ticker”, di Morgan Korn, 7 Marzo 2012
[13] Ibid.
[14]Kuwait’s oil minister believes current world oil prices are not justified, adding that the Gulf state’s current production rate will not affect its level of strategic reserves, “UpstreamOnline”, 12 marzo 2012
[15]Behind Gas Price Increases, Obama’s Failure To Crack Down On Speculators, “The Huffington Post”, di Peter S. Goodman, 15 Marzo 2012
[16]Perché l’enorme balzo dei prezzi del petrolio? ‘Peak Oil’ o speculazione di Wall Street?
[17] “I crimini delle multinazionali”, di Klaus Werner e Hans Weiss, Newton Compton Editori, 255, 279, 308; www.exxon.mobil.com; www.shell.com; www.microsoft.com
[18]Oil: The Next Revolution, “Belfer Center for Science and International Affairs”, “Harvard Kennedy School”, Discussion Paper 2012-10, di Leonardo Maugeri, Giugno 2012

Tesla predice lo smartphone, anni prima della TV!

Tesla – 5 anni prima della realizzazione della televisione, Nikola Tesla aveva predetto ed aiutato a sviluppare smartphone e “FaceTime”.

di Matt Agorist

Il 27 aprile 1927, la “Bell Telephone” e il Dipartimento del Commercio statunitense conducono la prima trasmissione a lunga distanza di immagini in movimento tra Washington DC e New York City.

Il Segretario del Commercio dell’epoca, Herbert Hoover, ha commentato:

Oggi abbiamo, in un certo senso, la prima trasmissione nella storia del Mondo. L’ingegno umano, oggi, ha superato gli impedimenti dati dalla distanza in un modo finora sconosciuto.

La previsione di Hoover ed il termine “sconosciuto” sono validi a tutt’oggi, visto come il moderno televisore continua ad evolversi sfruttando tecnologie per l’umanità inimmaginabili fino a qualche anno fa.

Sebbene la maggior parte della società non poteva concepire le impressionanti capacità di trasmissione delle immagini in movimento attraverso le onde radio, sono esistite un paio di persone speciali, là fuori, che lo hanno fatto.

Cinque anni prima, nel 1922, il Mondo ha potuto osservare la prima dimostrazione pratica della televisione, nonché la prima teorizzazione dello smartphone; Nikola Tesla non li aveva solamente immaginati, era arrivato a completarne i passaggi fondamentali per la loro realizzazione.

La televisione era solo una piccola parte delle previsioni di Tesla, però.

Nel Volume 100 del mensile Popular Science”, Egli avrebbe previsto addirittura la nascita di “FaceTime”.

Presto sarà possibile vedere e sentire per mezzo di impulsi elettrici. ‘Television’ sarà impiegato allo stesso modo in cui oggi si può fare una telefonata. Come si ascolta una voce dall’altro capo della linea, sarà possibile anche vedere ogni espressione del volto di chi parla.

Sarà possibile vedere e sentire sia dal telefono senza fili che da quello con i fili. Non ci sarà limite alla distanza di tale trasmissione; saremo in grado di comunicare con una persona in qualsiasi parte del Mondo e guardare, allo stesso tempo, il suo volto.

Il successo nel trasmettere la visione dipende da quattro elementi e, di questi, ne ho già perfezionati due.

La trasmissione di onde radio, in futuro, si spingerà ben oltre l’attuale sistema; chiunque, in qualsiasi parte del Mondo, potrà ascoltare e trasmettere allo stesso tempo ad ogni altra stazione. Sono già riuscito a realizzare tutto ciò nei miei esperimenti.

Nikola Tesla
Questo uomo straordinario, con queste grandi visioni, non si è fermato solamente alla previsione di “FaceTime”. Solo pochi anni dopo, in un’intervista al settimanale “Collier’s Weekly“,  Tesla ha predetto lo smartphone.
Un articolo del 25 Gennaio 1926 della “Associated Press”, ha documentato l’intervista.

L’applicazione dei principi della radio, permetterà alle persone, attraverso la realizzazione di un piccolo strumento in tasca, di vedere eventi lontani, come nei magici racconti di fate di cristallo e nelle leggende, questa è la previsione di Nikola Tesla, inventore. Mr. Tesla che in varie occasioni ha cercato di comunicare con il pianeta Marte, ha fatto le sue previsioni in un’intervista pubblicata in questo numero di Collier’s Weekly.

‘Saremo in grado di testimoniare l’inaugurazione di un Presidente, di partecipare alla finale della Coppa del Mondo di baseball, di osservare i danni causati da un terremoto o da una battaglia proprio come se fossimo li’, ha detto Mr. Tesla.

Quasi tutti, in genere, si stupiscono dai progressi in campo tecnologico, solamente alcuni, invece, sono in grado di prevedere gli avanzamenti tecnologici prima che accadano con tale, sconvolgente, accuratezza.

Solo due giorni dopo la morte dello scienziato, l’FBI ha ordinato che tutti gli effetti di Tesla venissero requisiti e posti sotto sigillo; in un istante, il lavoro di un’intera vita divenne proprietà del Governo, probabilmente utilizzato per fini militari.

Diversi “nuovi geni”, nel corso degli anni, hanno seguito le orme di Tesla; gente come Jim Murray ha dedicato la propria esistenza alla comprensione di questo grande uomo creando, a sua volta, tecnologie come il dispositivo SERPS (Switched energia di risonanza Power Supply).

Sono passati 73 anni dalla sua morte e Tesla sta ancora aiutando a rendere il Mondo un posto migliore, a dispetto di scuole statali che non fanno alcuna menzione del suo contributi all’umanità intera.

Fonte: www.activistpost.com

Traduzione e sintesi di Nico ForconiControInformo.info

Pyongyang lancia razzo ad un mese da test nucleari

Pyongyang – A poco più di un mese dal test effettuato facendo esplodere una bomba all’idrogeno che provocò un sisma di magnitudo 5.1 della scala Richter, la Corea del Nord ha dato il via ad un’altra operazione missilistica, lanciando un razzo a lungo raggio verso l’area di Okinawa.

Pyongyang – A poco più di un mese dal test effettuato facendo esplodere una bomba all’idrogeno che provocò un sisma di magnitudo 5.1 della scala Richter, la Corea del Nord ha dato il via ad un’altra operazione missilistica, lanciando un razzo a lungo raggio verso l’area di Okinawa

Stavolta, però, non si è trattato di un “semplice” test come quello di qualche tempo fa; l’obbiettivo dichiarato dal Governo di Pyongyan era quello di inviare in orbita un satellite per analisi terrena, operazione che, a detta del regime, sarebbe “perfettamente riuscita”.

L’ex ambasciatore degli Stati Uniti Henry Cooper ha avvertito che la Corea del Nord potrebbe lanciare un “satellite” che nasconda un dispositivo ad impulsi elettromagnetici (EMP, Electromagnetic pulse), in grado di paralizzare completamente Stati Uniti, spazzandone via la rete elettrica per anni. 

Cooper, il principale responsabile del Presidente Ronald Reagan nel programma “Guerre Stellari”, sostiene che gli Stati Uniti non avrebbero modo di difendersi contro un potenziale attacco da parte del Governo di Pyongyang, se fosse sferrato sotto forma di un ordigno nucleare o di un’arma EMP.

Il sito Superstation95.com riferisce:

Ha detto che sarebbe stato impossibile distinguere un test da un attacco vero e proprio e il modo migliore per contrastare una minaccia per la patria degli Stati Uniti è quello di mettere fuori uso il missile nel momento in cui inizia la sua traiettoria ma ha riconosciuto che una tale azione sarebbe politicamente sgradevole.

Tuttavia, se il satellite della Corea del Nord si rivelasse un ordigno nucleare e fosse fatto detonare a 300 miglia sopra gli Stati Uniti, potrebbe distruggere tutte le infrastrutture critiche di sostegno vitale che si basano sulla rete elettrica nazionale.

Tutti i sistemi elettrici subirebbero danni ingenti, comprese le catene alimentari e di approvvigionamento idrico, i sistemi di alimentazione di carburante, le comunicazioni bancarie e finanziarie. Cooper ha affermato che “l’attacco, se effettuato, potrebbe creare un’onda elettromagnetica in grado di spegnere la rete elettrica a tempo indeterminato – conducendo alla morte di maggior parte degli americani entro un anno”.

L’immagine sotto mostra la vasta area che potrebbe essere interessata da un’esplosione nucleare spaziale a 30, 120 e 300 miglia sopra gli Stati Uniti:
Pyongyang

Cooper contesta la tesi fornita dalla maggior parte degli esperti che ritengono il Governo di Pyongyang ancora distante da una reale capacità missilistica intercontinentale che potrebbe effettivamente minacciare gli Stati Uniti.

Ha detto che “questi esperti di solito ignorano la minaccia di un’arma nucleare installata su un satellite – una capacità dimostrata più di tre anni fa”, quando la Corea del Nord, nel Dicembre 2012, è riuscita a lanciare un missile balistico intercontinentale.

Il Ministero della Difesa giapponese avrebbe già ordinato al suo esercito di essere pronti a distruggere ogni missile lanciato dalla Corea del Nord che possa costituire una minaccia per il Giappone.

I preparativi della Corea del Nord per condurre il test missilistico balistico intercontinentale, arrivano poche settimane dopo che Pyongyang ha annunciato di aver condotto un test di bomba all’idrogeno sotterraneo. Una bomba a idrogeno funzionante sarebbe perfettamente adatta per esplodere nello spazio, 100 miglia sopra gli Stati Uniti, generando un impulso elettromagnetico tale da distruggere l’intera rete elettrica degli Stati Uniti, senza danneggiare nulla sul terreno dall’onda d’urto in sé ma lasciando gli americani senza corrente elettrica… per anni!

COSA È UN “EMP?”

Un impulso elettromagnetico (EMP), è una breve raffica di energia elettromagnetica. L’origine di tali impulsi può essere un evento naturale o artificiale e può verificarsi come un campo irradiato, elettrico o magnetico o una corrente elettrica condotta, a seconda della fonte. Il termine “impulso elettromagnetico” è comunemente abbreviato EMP.

Il grafico qui sotto, creato dall’esercito degli Stati Uniti, mostra i potenziali effetti di una bomba atomica fatta esplodere a soli 120 miglia sopra North Dakota negli Stati Uniti; i numeri a destra indicano Volt per metro quadro:
Pyongyang
Se il dispositivo in questione dovesse essere fatto esplodere ad un’altezza superiore, a circa 312 miglia e nel centro di Kansas City, invece del North Dakota, sarebbero colpiti gli interi Stati Uniti, con ogni dispositivo elettrico immediatamente distrutto da tensioni che andrebbero da 5.000 a 25.000 volt!

TRE ANNI PER FAR TORNARE L’ELETTRICITÀ!

Nel caso di EMP, l’energia elettrica non tornerebbe a funzionare per almeno un anno e, con molte probabilità, ci vorrebbero tre anni per tornare alla normalità in tutti gli Stati Uniti.

Steve McCallum, un ex analista senior per la Defense Intelligence Agency, ha detto che ci sono alcune domande terrificanti che affliggono tutti coloro che, nel Dipartimento della Difesa, considerano possibile un attacco EMP:

D: Sarebbe ancora funzionante il nostro arsenale nucleare?

A: Sulla carta, la risposta è “sì” ma, in realtà, chi lo sa?

D: Potremmo comunicare un ordine di lancio?

A: Sulla carta, la risposta è “sì ma, in realtà, chi lo sa?

D: Presumendo che si potesse ancora comunicare e che gli armamenti nucleari fossero ancora operativi, potrebbe essere una persona come Obama a dare l’ordine?

A: Altamente discutibile e, purtroppo, molto dubbio. Secondo il Dipartimento della Difesa, l’attuale Presidente non ha volontà né integrità di dare una tale ordine. Peggio ancora, non può essere in grado di darlo!

D: Perché non sarebbe in grado di darlo?

A: Perché una volta che l’EMP esplode e distrugge la nostra infrastruttura, diventiamo immediatamente un Paese che non può fare la guerra.
Fonte: yournewswire.com

Traduzione e sintesi di Nico ForconiControInformo.info

Pyongyan lancia razzo ad un mese da test nucleari

Pyongyan – A poco più di un mese dal test effettuato facendo esplodere una bomba all’idrogeno che provocò un sisma di magnitudo 5.1 della scala Richter, la Corea del Nord ha dato il via ad un’altra operazione missilistica, lanciando un razzo a lungo raggio verso l’area di Okinawa.

Stavolta, però, non si è trattato di un “semplice” test come quello di qualche tempo fa; l’obbiettivo dichiarato dal Governo di Pyongyan era quello di inviare in orbita un satellite per analisi terrena, operazione che, a detta del regime, sarebbe “perfettamente riuscita”.

L’ex ambasciatore degli Stati Uniti Henry Cooper ha avvertito che la Corea del Nord potrebbe lanciare un “satellite” che nasconda un dispositivo ad impulsi elettromagnetici (EMP, Electromagnetic pulse), in grado di paralizzare completamente Stati Uniti, spazzandone via la rete elettrica per anni. 

Cooper, il principale responsabile del Presidente Ronald Reagan nel programma “Guerre Stellari”, sostiene che gli Stati Uniti non avrebbero modo di difendersi contro un potenziale attacco da parte del Governo di Pyongyang, se fosse sferrato sotto forma di un ordigno nucleare o di un’arma EMP.

Il sito Superstation95.com riferisce:

Ha detto che sarebbe stato impossibile distinguere un test da un attacco vero e proprio e il modo migliore per contrastare una minaccia per la patria degli Stati Uniti è quello di mettere fuori uso il missile nel momento in cui inizia la sua traiettoria ma ha riconosciuto che una tale azione sarebbe politicamente sgradevole.

Tuttavia, se il satellite della Corea del Nord si rivelasse un ordigno nucleare e fosse fatto detonare a 300 miglia sopra gli Stati Uniti, potrebbe distruggere tutte le infrastrutture critiche di sostegno vitale che si basano sulla rete elettrica nazionale.

Tutti i sistemi elettrici subirebbero danni ingenti, comprese le catene alimentari e di approvvigionamento idrico, i sistemi di alimentazione di carburante, le comunicazioni bancarie e finanziarie. Cooper ha affermato che “l’attacco, se effettuato, potrebbe creare un’onda elettromagnetica in grado di spegnere la rete elettrica a tempo indeterminato – conducendo alla morte di maggior parte degli americani entro un anno”.

L’immagine sotto mostra la vasta area che potrebbe essere interessata da un’esplosione nucleare spaziale a 30, 120 e 300 miglia sopra gli Stati Uniti:
Impulsi Elettromagnetici

Cooper contesta la tesi fornita dalla maggior parte degli esperti che ritengono il Governo di Pyongyang ancora distante da una reale capacità missilistica intercontinentale che potrebbe effettivamente minacciare gli Stati Uniti.

Ha detto che “questi esperti di solito ignorano la minaccia di un’arma nucleare installata su un satellite – una capacità dimostrata più di tre anni fa”, quando la Corea del Nord, nel Dicembre 2012, è riuscita a lanciare un missile balistico intercontinentale.

Il Ministero della Difesa giapponese avrebbe già ordinato al suo esercito di essere pronti a distruggere ogni missile lanciato dalla Corea del Nord che possa costituire una minaccia per il Giappone.

I preparativi della Corea del Nord per condurre il test missilistico balistico intercontinentale, arrivano poche settimane dopo che Pyongyang ha annunciato di aver condotto un test di bomba all’idrogeno sotterraneo. Una bomba a idrogeno funzionante sarebbe perfettamente adatta per esplodere nello spazio, 100 miglia sopra gli Stati Uniti, generando un impulso elettromagnetico tale da distruggere l’intera rete elettrica degli Stati Uniti, senza danneggiare nulla sul terreno dall’onda d’urto in sé ma lasciando gli americani senza corrente elettrica… per anni!

COSA È UN “EMP?”

Un impulso elettromagnetico (EMP), è una breve raffica di energia elettromagnetica. L’origine di tali impulsi può essere un evento naturale o artificiale e può verificarsi come un campo irradiato, elettrico o magnetico o una corrente elettrica condotta, a seconda della fonte. Il termine “impulso elettromagnetico” è comunemente abbreviato EMP.

Il grafico qui sotto, creato dall’esercito degli Stati Uniti, mostra i potenziali effetti di una bomba atomica fatta esplodere a soli 120 miglia sopra North Dakota negli Stati Uniti; i numeri a destra indicano Volt per metro quadro:
Impulsi Elettromagnetici
Se il dispositivo in questione dovesse essere fatto esplodere ad un’altezza superiore, a circa 312 miglia e nel centro di Kansas City, invece del North Dakota, sarebbero colpiti gli interi Stati Uniti, con ogni dispositivo elettrico immediatamente distrutto da tensioni che andrebbero da 5.000 a 25.000 volt!

TRE ANNI PER FAR TORNARE L’ELETTRICITÀ!

Nel caso di EMP, l’energia elettrica non tornerebbe a funzionare per almeno un anno e, con molte probabilità, ci vorrebbero tre anni per tornare alla normalità in tutti gli Stati Uniti.

Steve McCallum, un ex analista senior per la Defense Intelligence Agency, ha detto che ci sono alcune domande terrificanti che affliggono tutti coloro che, nel Dipartimento della Difesa, considerano possibile un attacco EMP:

D: Sarebbe ancora funzionante il nostro arsenale nucleare?

A: Sulla carta, la risposta è “sì” ma, in realtà, chi lo sa?

D: Potremmo comunicare un ordine di lancio?

A: Sulla carta, la risposta è “sì ma, in realtà, chi lo sa?

D: Presumendo che si potesse ancora comunicare e che gli armamenti nucleari fossero ancora operativi, potrebbe essere una persona come Obama a dare l’ordine?

A: Altamente discutibile e, purtroppo, molto dubbio. Secondo il Dipartimento della Difesa, l’attuale Presidente non ha volontà né integrità di dare una tale ordine. Peggio ancora, non può essere in grado di darlo!

D: Perché non sarebbe in grado di darlo?

A: Perché una volta che l’EMP esplode e distrugge la nostra infrastruttura, diventiamo immediatamente un Paese che non può fare la guerra.
Fonte: yournewswire.com

Traduzione e sintesi di Nico ForconiControInformo.info

Washington: attacco aereo di Osama bin Laden

Attacco aereo su Washington da parte di Osama bin Laden previsto un mese prima dell’11 Settembre!!

Il “Northeast Air Defense Sector” (NEADS), unità appartenente al NORAD, ha effettuato un’esercitazione di addestramento poco più di un mese prima dell’11 Settembre 2001, che ha presentato una serie di somiglianze a quelli che sono stati gli attacchi dell’11 Settembre. L’esercitazione, denominata “Riso Fertile”, era basata su uno scenario in cui Osama bin Laden – l’uomo che, secondo la versione ufficiale ordinò gli attacchi dell’11 Settembre – organizzava un attacco aereo contro un edificio governativo di alto profilo a Washington, una delle città attaccate l’11 Settembre.

L’ESERCITAZIONE VEDE COINVOLTO OSAMA BIN LADEN ED IL SUO PROGETTO DI ATTACCARE WASHINGTON CON AEREI DRONE

Il NEADS, con sede a New York , è stato responsabile per il monitoraggio e la difesa dello spazio aereo all’interno del quale si sono verificati i dirottamenti l’11 Settembre ed è stato quindi responsabile del coordinamento militare degli Stati Uniti in risposta agli attacchi [1]. Ogni settimana era in programma un esercitazione simile a “Riso Fertile” [2]. Il 4 Agosto 2001 – cinque settimane e mezzo prima dell’11 Settembre – “Riso Fertile” era basata su uno scenario in cui agenti di Osama bin Laden avrebbero tentato di attaccare un obiettivo a Washington [3].

Un foglio informativo ne delinea i dettagli. Si può leggere che lo scenario per l’esercitazione comportasse una “minaccia [agli] Stati Uniti da parte di Osama bin Laden, il quale avrebbe “acquistato almeno uno o forse due” velivoli aerei senza equipaggio (UAVs). L’UAV che aveva ottenuto era un prototipo russo, il “Colibri”, modificato per essere lanciato da una nave.

Gli agenti di Bin Laden avrebbero effettuato un attacco tra le 24 e le 36 ore successive. Anche se il bersaglio esatto era sconosciuto, si credeva che intendessero colpire un “altamente visibile obiettivo del governo degli Stati Uniti”, probabilmente sito nella zona di Washington.
Osama bin LadenIl Colibri che avrebbero usato per effettuare l’attacco era un aereo drone ad elica, progettato per svolgere diverse missioni militari e civili. Lungo 4,25 metri, con un’apertura alare di 5,9 metri, poteva raggiungere una velocità massima di 155 miglia l’ora ed era stato dotato di sofisticate apparecchiature di disturbo elettronico e di attrezzature per il monitoraggio delle comunicazioni elettroniche e radar.

La nave che avrebbe dovuto trasportare il Colibri per la zona di Washington, avrebbe lasciato un porto del Medio Oriente e si sarebbe spinta al largo della costa Norfolk dove, il 4 Agosto, avrebbe agganciato uno dei terroristi. Questa persona avrebbe dovuto fornire le informazioni di targeting finali che sarebbero state programmate all’interno del Colibri. La nave avrebbe trasportato anche attrezzature militari supplementari, tra cui lanciarazzi terra-aria a spalla, granate con propulsione a razzo, armi automatiche ed esplosivi al plastico.

Il Colibri era dotato di “un certo tipo di esplosivo termobarico” che si sarebbe “attivato con un dispositivo associato ad un altimetro” [4]. Gli esplosivi ad energia termobarica sono armi altamente distruttive, la reazione chimica associata è una combustione rapida e violenta tra un combustibile vaporizzato in goccioline ed un comburente che, detonando, produce un calore ed uno scoppio molto più grande di quello prodotto da un’arma convenzionale [5].

La forma esatta che il Colibri avrebbe preso nello scenario non è dichiarata nel foglio informativo; potrebbe forse essere stata una bomba termobarica che l’UAV avrebbe fatto cadere sul bersaglio. In alternativa, l’intenzione dei finti terroristi, sarebbe potuta essere quella di far centrare l’obiettivo dall’intero Colibri, in modo tale che l’esplosivo termobarico sarebbe esploso al momento dell’impatto.

L’ESERCITAZIONE DEL 4 AGOSTO E LE ANALOGIE CON GLI ATTACCHI DELL’11 SETTEMBRE

Il personale del NEADS, a quanto noto, si trovava al centro di una grande esercitazione di difesa aerea anche l’11 Settembre, denominata “Guardiano Vigile”, che simulava un attacco contro gli Stati Uniti [6]. Secondo la Utica Observer-Dispatch, la maggior parte dei membri dello Staff operativo del NEADS, la mattina dell’11 Settembre non aveva idea di quali coinvolgimenti avrebbe comportato l’esercitazione di quel giorno [7]. Si può presumere, quindi, che tutte le informazioni che circolavano quel giorno, facessero parte dell’esercitazione.

Possiamo vedere che l’esercitazione ha molte similitudini con gli attacchi dell’11 Settembre… o almeno con la loro versione ufficiale.

La prima somiglianza è che “Riso Fertile” era basato su uno scenario in cui operatori di Osama bin Laden attaccavano gli USA e gli attacchi contro gli Stati Uniti che si sono effettivamente verificati l’11 Settembre, secondo la versione ufficiale, sono stati ordinati proprio da Osama bin Laden e realizzati grazie a membri facenti parte della sua rete terroristica Al-Qaeda.

In secondo luogo, sia lo scenario di “Riso Fertile” che gli attacchi dell’11 Settembre, hanno per oggetto attacchi provenienti dal cielo; nell’esercitazione, l’attacco simulato sarebbe stato effettuata utilizzando un aereo drone senza pilota, l’11 Settembre, gli attentati, sempre secondo la versione ufficiale, sono stati effettuati utilizzando aerei commerciali.

In terzo luogo, sia in “Riso Fertile” che l’11 Settembre, i terroristi coinvolti attaccano edifici governativi di primo piano nella zona di Washington. In “Riso Fertile”, l’obiettivo non è dichiarato ma la scheda dell’esercitazione specifica che si tratta di un “altamente visibile obiettivo del governo degli Stati Uniti” che è sito, probabilmente, nella zona di Washington [8]; potrebbe essere stato il Pentagono, la Casa Bianca o il Campidoglio, tre edifici governativi “visibili” nella zona di Washington.

IL VOLO 11 DELL’AMERICAN AIRLINES È STATO SEGNALATO IN VOLO VERSO WASHINGTON MOLTO TEMPO DOPO L’IMPATTO

Colin Scoggins, il collegamento militare Boston Air Route Control Center del traffico della FAA, ha detto in modo non corretto al NEADS che il volo “American Airlines 11” – che si schiantò contro il World Trade Center alle 8:46 – era ancora in volo e stava volando a Sud verso Washington. “È stato evidentemente un altro aereo che ha colpito la Torre”, ha detto [9].

Scoggins, tuttavia, non ha avuto prove concrete che il volo AA11 si stesse dirigendo verso la Capitale. I controllori del traffico aereo “non sono mai stati in grado di tracciare un piano effettivo sul radar dopo aver perso American 11 vicino a Manhattan” – secondo Vanity Fair – ma, “l’aereo, nella sua traiettoria, avrebbe continuato a Sud, sorvolando New York, prima di scendere sotto la copertura radar, dirigendosi lungo una linea retta verso Washington DC” [10].

La Commissione dell’11 Settembre ha dichiarato di non essere “stata in grado di identificare la fonte di questa errata informazione del FAA” [11] ma, secondo Vanity Fair, “Colin Scoggins… ha effettuato la chiamata sbagliata”. Scoggins ha detto alla rivista che stava monitorando una chiamata in conferenza tra i centri FAA “quando emerse – detto da chi e dove non è chiaro – che American 11 era stato dirottato su Washington” [12].

IL PERSONALE NEADS SUGGERISCE BIN LADEN COME RESPONSABILE DELL’11 SETTEMBRE PRIMA CHE LA COLPA GLI SIA UFFICIALMENTE ATTRIBUITA

Alcuni dati suggeriscono che l’esercitazione “Riso Fertile” del 4 Agosto abbia effettivamente influenzato le reazioni del personale del NEADS circa la crisi dell’11 Settembre. In particolare, il fatto che il suo piano d’azione prevedesse un attacco perpetrato da Osama bin Laden e dai suoi agenti, potrebbe avere portato il personale del NEADS ad attribuire gli eventi dell’11 Settembre a bin Laden e terroristi arabi, prima che qualsiasi assegnazione ufficiale di colpa fosse stata fatta.

Mentre gli attacchi terroristici avevano luogo la mattina del 11 Settembre, almeno una persona al NEADS sembra aver concluso che bin Laden fosse da biasimare per ciò che stava accadendo. Alle 09:28, il sergente Steve Bianchi disse ai suoi colleghi “penso che sia arrivato il momento, abbiamo perso Osama bin Laden” [13]. Più tardi, alle 11:11, qualcuno al NEADS ha detto ad un collega, “penso che stiamo arrivando al punto, dovremmo iniziare a girare tutte le ‘teste di stracci’ [termine offensivo utilizzato per indicare musulmani, arabi o i mediorientali] [14].

Eppure il personale del NEADS non aveva apparentemente ricevuto informazioni che indicavano che bin Laden e la sua organizzazione terroristica fossero responsabili degli attacchi. Le trascrizioni delle registrazioni del NEADS della mattina dell’11 Settembre, non mostrano esempi di conversazione in cui il personale volesse informarsi su chi ci fosse dietro gli eventi che stavano affrontando oppure su chi ritenessero responsabile degli attacchi [15].
Osama bin LadenIl primo rapporto trasmesso in televisione che indica bin Laden ed Al-Qaeda quali responsabili, sembra essersi verificato solamente poco dopo le 11:30. È l’ex comandante generale della NATO, Wesley Clark, a dichiarare alla CNN che “c’è solo uno gruppo che ha sempre dichiarato di avere questo tipo di capacità [di effettuare un attacco coordinato su larga scala] e questo è il gruppo di Osama bin Laden “ [16]. Una chiara dichiarazione di colpa sembra essere stata fatta nel tardo pomeriggio, verso le 16:00, quando il corrispondente della CNN, David Ensor, ha riferito che “funzionari degli Stati Uniti affermano che ora hanno informazioni nuove e specifiche… che persone con legami con Osama bin Laden potrebbero essere responsabili di questi attacchi” [17].

Alla luce di queste informazioni, è opportuno prendere in considerazione se il personale del NEADS abbia indicato bin Laden e “le teste di stracci” dietro gli attacchi terroristici così presto l’11 Settembre perché si ricordarono che bin Laden ed i suoi agenti erano dietro l’attacco simulato dell’esercitazione “Riso Fertile” del 4 Agosto.

SONO STATE FATTE ALTRE ESERCITAZIONI SIMILI AGLI ATTACCHI DELL’11 SETTEMBRE?

I dettagli che sono disponibili circa l’esercitazione “Riso Fertile”, svolto dal NEADS il 4 Agosto 2001, danno origine a molte domande. Ad esempio, le similitudini tra lo scenario attorno a cui si basava “Riso Fertile” ed alcuni degli episodi incontrati dal personale del NEADS l’11 Settembre, possono aver fatto credere che gli incidenti fossero parte dell’esercitazione “Guardiano Vigile” che si sarebbe dovuta tenere proprio in quel giorno? Inoltre, chi mise in piedi lo scenario dell’esercitazione del 4 Agosto e chi fu responsabile della preparazione di tale esercitazione?

I report di aerei sospetti in avvicinamento a Washington che il NEADS ha ricevuto l’11 Settembre, erano parte di un’esercitazione, come ad esempio “Guardiano Vigile”? Se così fosse, questo significherebbe che l’esercitazione è continuata anche dopo che il secondo aereo dirottato si schiantò contro il World Trade Center, alle 09:03, quando era ormai evidente che gli Stati Uniti erano sotto attacco. L’esercitazione può, infatti, essere ancora in corso alle 10:07, quando il NEADS è stato allertato per un aereo apparentemente sospetto in volo sopra la Casa Bianca. L’esercitazione è effettivamente continuata, nonostante gli Stati Uniti fossero chiaramente sotto attacco? Chi aveva il compito di annullarla? Chi ne aveva i poteri?

Una nuova indagine sull’11 Settembre sarebbe necessaria per affrontare domande come queste. Gli investigatori dovrebbero avere accesso a tutti i documenti e le persone che hanno lavorato al NEADS l’11 Settembre e nei mesi precedenti, dovrebbero poter parlare liberamente delle loro esperienze. L’esame di esercitazioni di addestramento militare e le loro possibili connessioni con quello che è successo l’11 Settembre, potrebbe rivelare molte informazioni importanti sugli attacchi… e sui loro mandanti.
Note e Fonti:
[1] James Bamford, A Pretext for War: 9/11, Iraq, and the Abuse of America’s Intelligence Agencies. New York: Doubleday, 2004, pp. 3-4;Michael Bronner, “9/11 Live: The NORAD Tapes.” Vanity Fair, August 2006; Philip Shenon, The Commission: The Uncensored History of the 9/11 Investigation. New York: Twelve, 2008, p. 203.
[2] Interview with Master Sergeant Joe McCain, written notes. 9/11 Commission, October 28, 2003; “Memorandum for the Record: Interview With MSgt. Joe McCain.” 9/11 Commission, October 28, 2003.
[3] “Exercise Fertile Rice: Startex Intel Summary.” Northeast Air Defense Sector, August 4, 2001; Interview with Col. Mark E. Stuart, written notes. 9/11 Commission, October 30, 2003; “Memorandum for the Record: Interview With Lt. Col. Mark E. Stuart, USAF, Intelligence Officer, Northeast Air Defense Sector (NEADS).” 9/11 Commission, October 30, 2003.
[4] “Exercise Fertile Rice”; “Intelligence Update: Exercise: Fertile Rice.” Northeast Air Defense Sector, August 5, 2001.
[5] Tom Fiedler and Mark Thompson, “Despite Iraq’s Offer, Gulf War Rages.” Philadelphia Inquirer, February 16, 1991.
[6] Leslie Filson, Air War Over America: Sept. 11 Alters Face of Air Defense Mission. Tyndall Air Force Base, FL: 1st Air Force, 2003, p. 122; 9/11 Commission, The 9/11 Commission Report: Final Report of the National Commission on Terrorist Attacks Upon the United States. New York: W. W. Norton & Company, 2004, p. 458; James Bamford, A Pretext for War, p. 4; William M. Arkin, Code Names: Deciphering U.S. Military Plans, Programs, and Operations in the 9/11 World. Hanover, NH: Steerforth Press, 2005, p. 545.
[7] Elizabeth Cooper, “NEADS on 9/11: Professionalism and Helplessness.” Utica Observer-Dispatch, August 5, 2004.
[8] “Exercise Fertile Rice.”
[11] 9/11 Commission, The 9/11 Commission Report, p. 26; Priscilla D. Jones, The First 109 Minutes: 9/11 and the U.S. Air Force. Washington, DC: Air Force History and Museums Program, 2011, p. 37.
[12] Michael Bronner, “9/11 Live.”
[13] 9/11 Commission, The 9/11 Commission Report, p. 26.
[14] Michael Bronner, “9/11 Live.”
[22] NEADS Audio File, Identification Technician Position, Channel 4.
[23] NEADS Audio File, Tracking Technician Position, Channel 21. North American Aerospace Defense Command, September 11, 2001.
[24] Transcripts available at the 9/11 Document Archive.
[25] “10:53 a.m.-11:34 a.m.” CNN, September 11, 2001; “Gen. Wesley Clark Discusses Ongoing Terrorist Situation.” Breaking News, CNN, September 11, 2001; “Timeline of Chaos.” Ottawa Citizen, September 11, 2001.
[26] “3:45 p.m.-4:26 p.m.” CNN, September 11, 2001; “Karen Hughes Delivers Remarks on Terrorist Attacks.” Breaking News, CNN, September 11, 2001; “September 11: Chronology of Terror.” CNN, September 12, 2001.
Tratto da: shoestring911.blogspot.it

Traduzione e sintesi di Nico ForconiControInformo.info