Problemi alla tiroide? Ecco cosa mangiare

Iodio, zinco e selenio sono le parole d’ordine per il benessere della nostra tiroide. Ecco una lista dei cibi che li contengono.

Iodio, zinco e selenio sono le parole d’ordine per il benessere della nostra tiroide. Ecco i cibi che li contengono

Iodio

È un minerale essenziale che è necessario per la produzione degli ormoni della tiroide. Di conseguenza chi ne assume poco può essere a rischio. Il deficit di iodio è molto comune e colpisce circa un terzo della popolazione mondiale.
È molto importante quindi mangiare sale con iodio e cibi che ne sono ricchi come i frutti di mare, il pesce, i latticini e le uova.Tiroide

Selenio

Il selenio aiuta il corpo ad attivare gli ormoni della tiroide. Contiene anche antiossidanti, che significa che può proteggere la ghiandola dai danni dei radicali liberi. Questo minerale è contenuto nelle noci, nel tonno, nelle sardine, nelle uova, nei legumi e negli spinaci. Assumete un integratore con selenio solo se ve lo ha consigliato il medico. Diversi studi hanno infatti dimostrato che i supplementi ne contengono molto, e a lungo andare può diventare tossico.

Zinco

Come il selenio, anche lo zinco aiuta il corpo ad attivare gli ormoni della tiroide. Diversi studi americani hanno dimostrato che lo zinco possa aiutare a regolare la TSH, l’ormone che “dice” alla ghiandola tiroidea di rilasciare gli ormoni.
Lo zinco è contenuto nelle ostriche e in altri frutti di mare, nel manzo e nel pollo.

Fonte: www.ok-salute.it

Nico ForconiControInformo

Pesticidi su frutta e verdura: bicarbonato ne elimina il 96%

Pesticidi su frutta e verdura: uno studio afferma che il bicarbonato di sodio è in grado di eleminarne il 96%.

Pesticidi su frutta e verdura: uno studio afferma che il bicarbonato di sodio è in grado di eleminarne il 96%

Il bicarbonato di sodio ha moltissimi utilizzi: sbianca, pulisce e deterge. Un recente studio ha dimostrato che il bicarbonato di sodio sia anche in grado di rimuovere fino al 96% dei pesticidi che possiamo trovare su frutta verdura acquistata. Se il bicarbonato viene mescolato con l’acqua e strofinato sulla buccia degli alimenti bastano 15 minuti di questo semplice trattamento per mangiare un frutto o una verdura poco o nulla contaminati dai prodotti chimici che si usano in campagna.

Il motivo per cui il bicarbonato è così efficace è che ha un pH estremamente alcalino, che agisce sulle molecole dei pesticidi e le frantuma trasformandole in molecole completamente innocue. L’autore principale di questo studio è il dottor Lili He, dell’Università del Massachussetts, che ha spiegato come sia “normale” la presenza di antiparassitari sui prodotti agricoli, ma sia altrettanto necessario eliminarli prima di mangiarli.PesticidiDopo diversi esperimenti i ricercatori hanno così scoperto che il bicarbonato di sodio rimuove fino al 96% dei residui di pesticidi su frutta e verdura, aggiudicandosi così la corona del miglior modo per eliminare questi prodotti dannosi per la nostra salute. Quelli più difficili da togliere sono al tiabendazolo perché questo componente chimico si infila nella buccia porosa della frutta: il bicarbonato di sodio però riesce ad eliminarlo.

Ovviamente potrete anche pensare che, invece di lavare la frutta con il bicarbonato di sodio, sia più facile levare la buccia per non avere problemi di sicurezza alimentare legata ai pesticidi. È vero, ma allo stesso tempo i ricercatori sottolineano che sbucciando la frutta si perde anche un elevato quantitativo di vitamine. Meglio allora perdere qualche minuto in più per lavare con il bicarbonato frutta e verdura.

Fonte: www.greenstyle.it

Nico ForconiControInformo

G7 Salute e TiSA – Obiettivo: privatizzare tutto

Il G7 Salute tra accordi segreti (vedi TiSA) e falsi proclami. Obiettivo: privatizzare tutto.

Il G7 Salute tra accordi segreti (vedi TiSA) e falsi proclami. Obiettivo: privatizzare tutto

Il 5 e 6 novembre si riunirà a Milano il G7 sulla salute. I temi all’ordine del giorno, definiti dalla ministra Lorenzin, saranno: le conseguenze sulla salute dei cambiamenti climatici, la salute della donna e degli adolescenti e la resistenza antimicrobica. Da un tale incontro non uscirà assolutamente nulla se non un semaforo verde per trarre ulteriore profitto dalla nostra salute e dalla devastazione del pianeta.

Considerato chi siederà attorno a quei tavoli non è possibile immaginare nulla di diverso. Sono gli stessi governi che in gran segreto dal 2013 stanno trattando l’accordo TiSA (Trade in Services Agreement) sugli scambi dei servizi, tra questi quelli finanziari, ma anche l’istruzione e la sanità.

Nel 2014 WikiLeaks, l’organizzazione di Julian Assage, ha per la prima volta rivelato l’esistenza di tali trattative. Il TiSA sarebbe il più grande accordo commerciale mai discusso: i servizi infatti rappresentano circa il 70% del Pil mondiale, che potrebbe portare, secondo una simulazione realizzata per l’Italian Trade Agency/ICE ad un possibile aumento degli scambi di servizi fra Paesi aderenti all’accordo nell’ordine del 20%, quasi 400 miliardi di euro considerando i livelli del 2013.TisaIl 4 febbraio 2015 l’agenzia AWP Associated Whistleblowing Press (agenzia formata da giornalisti investigativi) ha reso pubblico un documento del TiSA dove si può leggere: “C’è un potenziale enorme ancora non sfruttato per la globalizzazione dei servizi sanitari”. La ragione, come viene spiegato, è che “sino ad ora questo settore di servizi ha giocato solo un ruolo ridotto negli scambi internazionali. Ciò è dovuto al fatto che i sistemi sanitari sono finanziati ed erogati dallo Stato o da enti assistenziali e non sono di nessun interesse da parte degli investitori stranieri a causa dell’assenza di finalità commerciali”. La soluzione è semplice: privatizzare tutto aprendo le porte ai grandi fondi finanziari, alle compagnie internazionali di assicurazioni e contemporaneamente cancellando il ruolo dello Stato come responsabile della salute della propria popolazione.

Nel caso della salute l’art. 32 recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti […]”. Nessuno può quindi essere privato delle terapie necessarie a causa della sua condizione economica.

Ma per i governi l’importanza della nostra salute è pari a 0; un diritto universale è trasformato nel più produttivo business del secolo per gli squali della finanza internazionale e per i loro terminali politici. Se le aziende di Big Pharma non si sono scomposte di fronte alla condanna a 14 miliardi di dollari di multe in cinque anni per corruzione e pubblicità fasulla è perché si paga volentieri quando il reato produce guadagni molte volte maggiori delle sanzioni!

Nel frattempo undici milioni di italiani hanno rinunciato a curare almeno una patologia e negli Usa i più poveri muoiono in media 14 anni prima dei più ricchi; la metà delle persone sieropositive nel mondo non possono accedere alle cure e in quello che era il ricco Occidente oltre un milione di persone non possono assumere le nuove efficaci terapie contro l’epatite C solo per fare degli esempi.

Fonte: www.controlacrisi.org

Sintesi a cura di Nico ForconiControInformo.info

 

Tinture per capelli: aumentano rischio di cancro al seno?

Secondo uno studio condotto dal del Princess Grace Hospital di Londra, le tinture per capelli avrebbero legame con il cancro al seno e altri tipi di tumori.

Secondo uno studio le tinture per capelli avrebbero un legame con il cancro al seno e altri tipi di tumori

La tintura per i capelli è causa di tumori al seno? Ad allarmare le donne di mezzo mondo, ci ha pensato il chirurgo senologo Kefah Mokbel del Princess Grace Hospital di Londra, il quale ha spiegato, durante un’intervista al Daily Mail, che le donne che si colorano troppo spesso i capelli rischiano fino al 14% in più di ammalarsi di tumore. La ricerca ha coinvolto 4mila donne bianche e afroamericane, di cui circa la metà con carcinoma mammario e l’altra metà sane. Dallo studio è emerso che il ricorso a tinte per capelli era legato al 51% nelle donne afroamericane al cancro. Quante volte, dunque, è consigliata la tinta?

Tinta non più di 6 volte l’anno

Secondo le ultime ricerche in merito le tinture per capelli non andrebbero fatte più di 6 volte l’anno, un numero che già ci sembra sufficiente. Il consiglio per evitare il cancro mammario, dunque, è quello di non esagerare con le colorazioni e utilizzare prodotti naturali come henné, rabarbaro e via dicendo. La tinta, ovviamente, non è l’unica variabile, infatti lo screening mammario dai 40 anni è fondamentale per una corretta prevenzioni. Questi studi, comunque, che hanno bisogno di essere approfonditi, allertano la popolazione femminile, in quanto sono moltissime le donne che ricorrono alla tinta per capelli più volte l’anno.TintureMolte, addirittura, si tingono ogni mese per coprire la ricrescita. E il problema tinta non riguarderebbe solo il rischio per il cancro al seno ma anche possibili reazioni allergiche causate dai prodotti da banco che si trovano al supermercato, in particolare le tinte permanenti contenenti para-fenilendiammina, che può causare prurito, bruciore e reazioni allergiche. Il problema riguarda più da vicino alcune sostanze, ritenute cancerogene, presenti in alcuni prodotti per la colorazione dei capelli che ha determinato anche il ritiro dal mercato di alcune tinture specifiche.

Non solo il tumore al seno

Oltre al temuto cancro al seno per le donne, il legame tra tinta per capelli e tumori parla anche di altri tipi di cancro come leucemie, linfomi non-Hodgkin e tumore alla vescica. Nel caso in questione, secondo uno studio dell’Università del Sud California le donne che si tingono spesso i capelli sono più a rischio di contrarre il cancro alla vescica.

Fonte: www.investireoggi.it

Nico ForconiControInformo.info

Nuovo studio afferma: l’aspirina previene il cancro

Secondo una ricerca dell’Università di Hong Kong l’aspirina ridurrebbe fino al 47% la possibilità di ammalarsi di tumori dell’apparato digerente.

Secondo una ricerca dell’Università di Hong Kong l’aspirina riduce fino al 47% la possibilità di ammalarsi di tumore

L’aspirina riduce le possibilità di ammalarsi di tumore all’apparato digerente. È l’ultima scoperta della scienza che ribalta un po’ quello che era sempre stato creduto fino ad oggi, ossia che assumere troppo spesso medicinali è deleterio per l’organismo. Secondo uno studio condotto dall’Università di Hong Kong e presentato durante il meeting della United European Gastroenterology a Barcellona, assumere per lungo tempo l’aspirina ridurrebbe fino al 47% la possibilità di ammalarsi di alcuni tipi di tumore dell’apparato digerente.

Aspirina contro il cancro

In particolare si parla del 47% in meno di possibilità di ammalarsi di tumore al fegato ed esofago, 38% riferito al cancro allo stomaco, 34% al pancreas e 24% al colon retto. Questo risultato, che può sembrare incredibile, è arrivato dopo una lunga ricerca che ha coinvolto cieca 600mila persone prendendo come riferimento il consumo di aspirina confrontato con l’incidenza di cancro. Nel dettaglio si sono studiati i soggetti in base al consumo di aspirina confrontando anche quelli che non ne hanno mai fatto uso o solo poche volte. Dalla ricerca è emerso che i soggetti che avevano preso per più tempo l’aspirina, si parla di almeno sei mesi, erano a rischio basso di tumori gastrici. Questa ricerca è andata avanti per circa 10 anni e la tesi finale è che l’aspirina sembra avere un ruolo molto importante nel ridurre la possibilità di ammalarsi di questi tipi di tumore.AspirinaIn realtà lo stesso antinfiammatorio avrebbe un ruolo anche nel ridurre tumore al polmone, alla prostata e leucemie mentre sembra non avere un legame con il cancro al seno ne tanto meno altri tipi di cancro come quello che colpisce i reni, la vescica o il mieloma multiplo.

Giordano Beretta, nuovo presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), ha però spiegato che “le popolazioni orientali possono avere una risposta ai farmaci completamente diversa da quella degli occidentali, perché diversa è l’attività enzimatica”. La ricerca è stata infatti svolta ad Hong Kong. Per il resto l’evenienza che l’uso prolungato di questi farmaci per lungo tempo potessero avere un beneficio era già nota ma questo non vuol dire che bisogna assumere l’aspirina senza motivo poiché si tratta sempre di un farmaco con effetti collaterali possibili.

Fonte: www.investireoggi.it

Nico ForconiControInformo.info

Meningite – Morto bimbo di 2 anni: era vaccinato!!

È stata la meningite da pneumococco (forma della patologia non infettiva) a spegnere la giovane vita del bimbo di 2 anni dell’avellinese, ricoverato al Cotugno da giorni.

È stata la meningite da pneumococco (forma della patologia non infettiva) a spegnere la giovane vita del bimbo di 2 anni dell’avellinese, ricoverato al Cotugno da giorni

meningiteÈ di pochi minuti fa la notizia della morte del piccolo Pasqualino, figlio di una coppia giovane di Monteforte Irpino. Secondo quanto trapela, era stato sottoposto al vaccino contro la meningite e sarebbe dovuto essere immune dalla malattia. Due giorni fa era stato colpito da febbre alta ed era stato portato dai genitori in ospedale per i controlli all’ospedale Moscati.

Dopo il peggioramento delle sue condizioni era stato disposto il trasferimento al Cotugno, dove ha perso la vita.

Fonti:
www.napolitoday.it
www.ilmessaggero.it

Nico Forconi ControInformo.info

Ecco i 14 alimenti più pericolosi per la salute

La Coldiretti ha reso nota la classifica degli alimenti più dannosi per la salute, importati da altri Paesi. La regola d’oro è sempre la stessa: leggere l’etichetta

In occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio, la Coldiretti ha diffuso il dossier con la classifica dei cibi più pericolosi per la salute dell’uomo. Il documento è stato realizzato sulla base delle rilevazioni dell’ultimo rapporto del Sistema di allerta rapida europea (RASFF), che aveva lo scopo di segnalare eventuali rischi alimentari scattati in seguito alla presenza di residui chimici, micotossine, metalli pesanti, inquinanti, diossine o additivi e coloranti negli alimenti circolanti nell’Unione Europea nel 2016. In questi casi, la regola d’oro è sempre la stessa: leggere bene l’etichetta e accertarsi della provenienza del prodotto che vogliamo acquistare.

I Paesi più a rischio

Gli allarmi scattati nell’Unione Europea, relativi ai rischi alimentari, sono 2925 con la Turchia che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non conformi (276), seguita dalla Cina (256), dall’India (194), dagli Stati Uniti (176) e dalla Spagna (171). Si tratta di Paesi che commerciano sempre di più con l’Italia: basti pensare che nel 2016 sono stati importati dalla Spagna ben 167 milioni di chili di pesce, 2 milioni di chili di pistacchi, 3 milioni di chili di fichi secchi e quasi 26 milioni di chili di nocciole dalla Turchia.

Ecco i 14 alimenti più pericolosi per la salute

Al primo posto della black list di Coldiretti c’è il pesce proveniente dalla Spagna: è considerato tossico a causa di un eccesso di metalli pesanti (mercurio e cadmio) presenti in esso.

Al secondo posto della classifica troviamo i prodotti dietetici e gli integratori provenienti dagli Stati Uniti: questi contengono ingredienti non autorizzati nell’Unione Europea, sebbene siano consentiti dalla legislazione americana.AlimentiIn terza posizione ci sono le arachidi cinesi, contaminate da aflatossine oltre i limiti consentiti. Si tratta di sostanze classificate tra i cancerogeni certi per l’uomo, soprattutto se assunte in quantità eccessive.

Dopo le arachidi cinesi, troviamo i peperoni turchi: questi prodotti hanno fatto registrare contaminazione oltre i limiti consentiti di pesticidi

Al quinto posto della black list firmata da Coldiretti ci sono i pistacchi provenienti dall’Iran: come per le arachidi cinesi, il problema sono le aflatossine contenute in misura eccessiva.

Lo stesso discorso vale per i fichi secchi della Turchia: sono considerati non conformi a causa di un’eccessiva presenza di aflatossine. Questo Paese non appartiene all’Unione Europea ma è inserito all’interno dell’Unione Doganale.

Tra gli alimenti più pericolosi per la salute, venduti in Italia l’anno scorso, troviamo la carne di pollo proveniente dalla Polonia: sotto ai riflettori, in questo caso, sono le contaminazioni microbiologiche. In particolare si è riscontrato un rischio elevato di salmonella.

Sono state registrati livelli eccessivi di aflatossine anche nelle nocciole turche, per le quali si sono verificati 37 casi d’allarme in tutta l’UE.

Al nono posto della classifica ci sono le arachidi degli Stati Uniti, con un numero eccessivo di aflatossine.

Nel 2016 la Turchia è stato il Paese con il maggior numero di prodotti alimentari importati in UE non conformi ai requisiti di sicurezza (276). Tra questi ci sono anche i pistacchi, che contenevano aflatossine in eccesso.

Anche il peperoncino indiano finisce sul banco degli imputati: in questa pianta, infatti, sono state rilevate non solo aflatossine in eccesso ma anche contaminazioni microbiologiche, in particolare salmonella.

Sempre dalla Turchia arrivano le albicocche secche dannose per la salute: all’interno di questi prodotti, infatti, sono stati registrati livelli eccessivi di solfiti, che svolgono la funzione di conservanti.

Dall’Indonesia, invece, abbiamo importato la noce moscata, considerata pericolosa per l’eccessiva quantità di aflatossine e per la mancanza di certificati sanitari comprovati.

Le contaminazioni microbiologiche sono state riscontrate anche nelle carni di pollo provenienti dai Paesi Bassi.

Fonte: www.ok-salute.it

Nico ForconiControInformo.info

Hiv – PM chiede l’ergastolo per Valentino Talluto

Contagiate dall’Hiv, PM chiede l’ergastolo per Valentino Talluto, sieropositivo accusato di aver contagiato con rapporti sessuali non protetti 57 partner.

Contagiate dall’Hiv, il PM chiede l’ergastolo per Valentino Talluto

La procura di Roma ha chiesto la condanna all’ergastolo, con isolamento diurno per due anni, per Valentino Talluto, il sieropositivo accusato di aver contagiato con rapporti sessuali non protetti 57 partner. Le accuse sono epidemia dolosa e lesioni gravissime.

Sono 57 i casi contestati tra contagi diretti (oltre 30), indiretti (un bimbo e tre partner di donne in precedenza infettate), nonché casi di partner scampate alla trasmissione del virus. Il processo si terrà in corte di assise con la sentenza prevista per il 25 Ottobre.Hiv“Tra il 2000 e il 2014, le nuove infezioni da Hiv sono scese da 3,1 a 2 milioni, il 35% in meno, e il numero dei decessi è diminuito del 41%”.
Questi sono i dati del Rapporto Unaids, l’agenzia Onu per la lotta all’Aids.
Sempre secondo Unaids “ci vorranno ancora 32 miliardi di dollari all’anno, fino al 2020, per sperare di debellare definitivamente la malattia entro il 2030”.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “l’incidenza delle IST (infezioni sessualmente trasmissibili) nel Mondo è in continuo aumento, grazie anche alla maggiore mobilità e all’aumentata tendenza ad avere rapporti sessuali con più partners. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima 340 milioni di casi l’anno di IST”.

Sillogismo:
– le IST sono in continuo aumento;
– le infezioni da Hiv/Aids sono in calo;
– come fanno l’Hiv/Aids ad essere considerate infezioni sessualmente trasmissibili?

Nico Forconi ControInformo.info

Cambogia: i super maiali che hanno sconvolto il mondo

Arrivano dalla Cambogia i super maiali che hanno sconvolto il Mondo – Il taglia e cuci genetico, ha permesso ad un team di scienziati di creare il super maiale tutto muscoli.

Arrivano dalla Cambogia i super maiali che hanno sconvolto il Mondo

Il taglia e cuci genetico, ha permesso ad un team di scienziati di creare il super maiale tutto muscoli.
L’obiettivo dei ricercatori provenienti dalla Corea del Sud e dalla Cina, era quello di ottenere un animale, per caratteristiche, simile al bovino Blu belga.

Tutto sarebbe iniziato nel 2015 quando alcuni scienziati hanno creato per la prima volta in laboratorio 32 suini. Ufficialmente il tentativo non era andato a buon fine e tutti gli animali erano morti, per la Peta, però qualcuno sarebbe sopravvissuto e avrebbe dato vita ad una nuova specie di super maiali.

Gli esperimenti condotti nel 2015, non avevano avuto l’ok per la messa in commercio delle carni ma, in questi giorni, una fattoria della Cambogia ha messo in vendita online dei kit di inseminazione artificiale, dedicati a chi vuole allevare direttamente a casa propria un suino tutto muscoli.Super maialiJin-Soo Kim, biologo molecolare presso la Seoul National University, nonché responsabile del primo progetto, sostiene di non aver fatto altro che “velocizzare un processo che si sarebbe potuto verificare naturalmente. Saremmo potuti arrivare allo stesso risultato attraverso l’incrocio delle razze ma ci sarebbero serviti dei decenni“.

La chiave per ottenere dei super maiali dalla muscolatura doppia risulta esser una mutazione nel gene della miostatina. Questa, normalmente, mantiene sotto controllo la crescita delle cellule muscolari, bloccandola una volta raggiunte delle dimensioni pre-programmate. Gli scienziati hanno “spento” tale gene, lasciando le cellule muscolari libere di moltiplicarsi, diciamo, “all’infinito”.

Per fare ciò Kim ha dovuto collaborare con il professor Xi-jun Yin, ricercatore della Yanbian University di Yanji, specializzato nella clonazione animale. Assieme hanno lavorato ad una speciale cellula uovo per poi creare i 32 super maiali ufficialmente morti nel 2015.

A giudicare dalle immagini circolanti in Rete, però, qualche suino deve aver superato la fase sperimentale, dando vita ai super maiali cambogiani che, a quanto pare, ora sono utilizzabili anche come carne da macello e, forse, già presenti sulle nostre tavole.

Note e fonti:
[1] “I super maiali che hanno sconvolto il mondo
[2] Taglia e cuci genetico, la scienza crea il super maiale tutto muscoli

Nico ForconiControInformo.info

Gran Sasso – La nuova Fukushima?

In questi giorni, nei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, è in corso la predisposizione dell’esperimento “Sox” che utilizzerà una potente sorgente radioattiva di Cerio 144, pari ad un quarto della radioattività sprigionatasi a Fukushima.

Gran Sasso – Sorgente radioattiva acquistata dalla Russia, avvio dell’esperimento Sox nei primi mesi del 2018

In questi giorni, nei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, è in corso la predisposizione dell’esperimento “Sox” (sigla di “Short distance neutrino Oscillations with BoreXino”), che utilizzerà una potente sorgente radioattiva di Cerio 144.

Il carico del primo materiale di prova è giunto nei laboratori il 10 Ottobre intorno alle ore 12:00, in leggero anticipo sulla tabella di marcia, forse per paura di una protesta ambientalista che non c’è stata, nonostante da due giorni ormai si parla improvvisamente di questo esperimento senza alcun contributo ufficiale dei Laboratori e delle istituzioni pubbliche.

Il primo particolare celato è che i Laboratori del Gran Sasso (vanto nel mondo e ritrovo delle eccellenze scientifiche) non sono sicuri, non sono adeguati alle norme, le camere dove si stoccano e maneggiano sostanze pericolose non sono isolate dall’acquedotto che abbevera 700mila persone ed infatti dal 2002 vi sono state contaminazioni (poche quelle note).

Il secondo particolare è che gestire sostanze radioattive in queste condizioni equivale ad un azzardo bello e buono il cui costo potrebbe andare ben al di là delle centinaia di milioni pubblici già spesi.Gran SassoForse per questo nessuno ha avuto interesse a spiegare che sotto il Gran Sasso arriveranno fonti radioattive degne di una centrale nucleare e nella fattispecie pari ad un quarto della radioattività sprigionatasi a Fukushima, il 25% del Cesio 137 radioattivo emesso nell’oceano dalla centrale nucleare e riportato dal rapporto tecnico della Iaea sull’incidente.

Il direttore dei Laboratori del Gran Sasso, Stefano Ragazzi, in un’intervista rilasciata per Il Centro ha precisato che “è soltanto la primissima di una serie di verifiche, procedure, autorizzazioni, per cui se esistono condizioni di sicurezza adeguate, si fa, altrimenti no. E per condizioni di sicurezza intendo dire rischio zero.”

Basta, però, consultare le slide dei ricercatori che presentano il progetto Sox ai loro colleghi per verificare che i vari componenti per la realizzazione dell’esperimento, sono già stati ordinati e, in alcuni casi, completati addirittura nel 2015.

Fonte: www.primadanoi.it

Nico ForconiControInformo.info