Afghanistan – Produzione di oppio da record: +87%

Secondo l’Afghanistan Opium Survey, studio pubblicato dallo United Nations Office on Drugs and Crime, la produzione di oppio in Afghanistan è aumentata dell’87%.

Secondo l’Afghanistan Opium Survey, studio pubblicato dallo United Nations Office on Drugs and Crime, la produzione di oppio in Afghanistan è aumentata dell’87%

Dopo il dossier pubblicato dall’Osservatorio Milex sulle spese militari italiane che traccia un bilancio di questa guerra iniziata il 7 Ottobre del 2001, sono i numeri presentati dall’Afghanistan Opium Survey ad accendere i riflettori su un conflitto che è costato, all’Italia, la bellezza di Sette miliardi e mezzo in sedici anni.

“La produzione di oppio in Afghanistan è aumentata dell’87%, fino a raggiungere un livello record di 9.000 tonnellate”, questo è quanto emerge dal rapporto dell’Unodc che, per bocca del suo esecutivo Yury Fedotov, ha tenuto a precisare come sia “tempo che la comunità internazionale e l’Afghanistan riorganizzino il controllo sulle droghe e che si riconosca ad ogni Nazione una responsabilità condivisa per questo problema globale”.

Secondo l’Unodc ed il Governo afghano “L’aumento della produzione è dovuto principalmente ad un aumento dell’area coltivata a papavero da oppio; ha contribuito anche un aumento della produzione di oppio per ettaro. Il maggiore aumento dei rendimenti si è verificato nella regione meridionale, dove il rendimento medio è cresciuto del 19% e della regione nord-orientale, con un aumento del 14%”.

Oppio

Il dossier mette in evidenza anche che “La coltivazione del papavero da oppio si è estesa a nuove regioni e in molte province sono stati osservati forti aumenti. Nel Paese il numero di province prive di papaveri è diminuito da 13 a 10. Dopo oltre un decennio, Ghazni, Samangan e Nuristan hanno perso il loro status poppy-free. Il numero di province interessato dalle coltivazioni è aumentato di conseguenza da 21 a 24. Solo a Helmand, la coltivazione è aumentata di 63.700 ettari (79%), rappresentando circa la metà dell’incremento totale”.

Helmand che, per inciso, vede 9 distretti su 14 in mano alle truppe alleate di NATO e Stati Uniti d’America.

Nico ForconiControInformo

Nigel Farage chiede inchiesta su George Soros

Guerra aperta tra Nigel Farage e George Soros:” Ha speso miliardi nell’UE per minare lo Stato nazionale; è qui che si trova la vera collusione politica internazionale”.

Guerra aperta tra Nigel Farage e il miliardario George Soros: Ha speso miliardi nell’UE per minare lo Stato nazionale; è qui che si trova la vera collusione politica internazionale

Queste le parole con cui Nigel Farage, politico britannico leader dello UK Independence Party e deputato europeo, ha voluto sottolineare come la Open Society Foundation di George Soros abbia una forte influenza sulle elezioni in Europa e negli Stati Uniti. Se gli investigatori sono alla ricerca di prove di influenza straniera, dovrebbero iniziare proprio da li, secondo Nigel Farage.

Come riportato dal sito Zerohedge, l’isteria anti-Russia che imperversa negli Stati Uniti da poco più di un anno è ora pronta a diffondersi nel Regno Unito dopo che la settimana scorsa i media britannici hanno appreso che tre ministri degli Esteri passati e presenti – tra cui Boris Johnson – erano stati presi di mira dagli agenti dell’FBI nelle loro indagini su George Papadopoulos e Carter Page. Le notizie hanno suscitato sospetti che la campagna “Leave” per la Brexit potesse essere stata finanziata indirettamente dal governo russo.

Parlando al Parlamento europeo a Strasburgo martedì, Nigel Farage ha detto ai colleghi parlamentari che ritiene che, quando si parla di collusione internazionale, si guardi “nel posto sbagliato”, visto che l’influenza di Soros a Bruxelles è “davvero straordinaria”, aggiungendo:

“Temo che potremmo arrivare al livello più alto della collusione politica internazionale nella storia. E lo dico perché George Soros ha recentemente dato ad Open Society, che naturalmente promuove campagne per la libertà di circolazione delle persone e strutture sovranazionali come l’Unione europea, 18 miliardi di dollari. E la sua influenza qui e a Bruxelles è davvero straordinaria”.

Nigel FarageA cosa serve questo denaro? I non-profit di Soros hanno una missione: promuovere un’agenda globalista di frontiere aperte, libero scambio e valori democratici liberali.

Open Society ha ammesso di aver tenuto 42 riunioni nel 2016 con la Commissione Europea e di aver pubblicato elenchi di “amici” affidabili nel Parlamento Europeo e Nigel Farage ha sottolineato che ci sono 226 nomi nell’elenco.

“Se vogliamo avere un dibattito e parlare di piena trasparenza politica e finanziaria, allora facciamolo. Scriverò quindi oggi a tutti voi 226, ponendovi alcune domande abbastanza giuste: avete mai ricevuto fondi direttamente o indirettamente da Open Society? A quanti dei loro eventi avete partecipato? Potrebbe fornirci un elenco di tutti i rappresentanti, incluso George Soros?”.

Fonte: www.wallstreetitalia.com

Nico ForconiControInformo

Geoingegneria – Vulcani artificiali per cambiare clima?

Nuova ricerca pubblicata su “Nature Communications” suggerisce che esperimenti di geoingegneria solare potrebbero avere effetti catastrofici in parti del Mondo già colpite da calamità naturali.

Vulcani artificiali – Uno studio realizzato dal team del dottor Anthony Jones, dell’Università di Exeter, evidenzia i rischi derivanti dalla geoingegneria solare

Qualche mese fa, l’Università di Harvard fece sapere al Mondo che avrebbe iniziato una serie di studi rivolti a scoprire rischi e benefici derivanti da iniezioni di aerosol nella stratosfera come sistema per contrastare il surriscaldamento globale.

Dopo la conferma, da parte dell’Università di Harvard, dell’utilizzo della geoingegneria come sistema per contrastare il surriscaldamento globale, fu la volta della NASA che, l’11 Giugno, irrorò i cieli della costa atlantica degli Stati Uniti d’America di nubi artificiali luminescenti con lo scopo di studiare la ionosfera e le aurore boreali, immettendo nell’atmosfera bario, stronzio e ossido di rame.

Eruzioni vulcaniche pilotate per modificare il clima – Lo studio shock

Pochi giorni fa, una nuova ricerca pubblicata sul sito di “Nature Communications” intitolata Impatti della geoingegneria solare sulla frequenza dei cicloni tropicalisuggerisce che, sebbene esperimenti di geoingegneria solare possano effettivamente avere impatti positivi, potrebbero anche avere effetti catastrofici in parti del Mondo già colpite da calamità naturali.
Con le eruzioni vulcaniche, si hanno alte concentrazioni di particelle di solfato nell’aria che, creando uno scudo che riflette la luce solare lontano dalla sua superficie terrestre, raffreddano la Terra.
L’utilizzo di vulcani artificiali, permetterebbe agli scienziati di immettere particelle simili nella stratosfera, con l’intento di invertire il cambiamento climatico in un processo chiamato geoingegneria solare.Vulcani artificiali

Vulcani artificiali – Pericoli

Il dottor Anthony Jones, dell’Università di Exeter, autore principale dello studio sull’utilizzo di vulcani artificiali, afferma che “la ‘geoingegneria solare’ localizzata in determinate aree è una strategia altamente rischiosa, che potrebbe contemporaneamente avvantaggiare una regione a scapito di un’altra”.
Il team ha realizzato una serie di simulazioni per esaminare l’effetto che la geoingegneria solare avrebbe sulla frequenza dei cicloni tropicali nell’Atlantico settentrionale; dai risultati emergerebbe che mentre le iniezioni di questo speciale aerosol vulcanico nell’emisfero nord diminuiscono la frequenza di cicloni e tifoni, se applicate nell’emisfero sud potrebbero aumentare il rischio dei cicloni stessi.

Secondo l’equipe del dottor Jones, le simulazioni hanno suggerito come gli effetti positivi nell’emisfero nord sarebbero stati compensati da un aumento della siccità nella regione del Sahel nell’Africa subsahariana, un’area già devastata dalla desertificazione.

10 miliardi di dollari il costo per geo-ingegnerizzare l’intero pianeta

Sebbene l’utilizzo di vulcani artificiali ed altri espedienti creati attraverso la geoingegneria possa sembrare remoto, in molti si sono già impegnati in progetti su larga scala per studiarne la fattibilità; il team dell’Università di Harvard ha stimato in soli 10 miliardi di dollari il costo per geo-ingegnerizzare l’intero pianeta.

Il dottor Jones e il suo team suggeriscono che, sebbene tali sforzi possano avere effetti positivi, è necessario affrontarli su scala internazionale: “Se mai venisse applicata su larga scala, la geoingegneria solare dovrebbe essere uniforme. Siamo estremamente preoccupati per l’assenza di una regolamentazione che impedisca a un Paese di fare geoingegneria solare. Finora l’argomento non è stato preso sul serio dai responsabili politici e questo tabù deve finire”.

Nico ForconiControInformo

Strage di Nassiriya – The spaghetti PsyOp?

Una targa con i nomi dei 19 italiani che il 12 novembre 2003 persero la vita, 14 anni fa, nella strage di Nassiriya, è stata scoperta al Senato, nella sala già intitolata ai caduti dell’eccidio.

Nassiriya – Una targa con i nomi degli italiani che persero la vita nella strage è stata scoperta al Senato nella sala già intitolata ai caduti dell’eccidio

Una targa con i nomi dei 19 italiani che il 12 Novembre 2003 persero la vita, 14 anni fa, nella strage di Nassiriya, è stata scoperta al Senato, nella sala già intitolata ai caduti dell’eccidio.
L’occasione è stata la giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace.

“PsyOp” (acronimo di “Psychological Operations” – Operazioni Psicologiche): tali operazioni consistono nell’uso metodico e scientifico di propaganda, persuasione e disinformazione, allo scopo di influenzare opinioni, emozioni, atteggiamenti e comportamenti che, nel lungo periodo, hanno ripercussioni sul conseguimento di obiettivi politici, economici, militari e sociali.NassiriyaI movimenti sociali richiedono che le persone siano motivate a riconoscere che esiste un problema, ad accettare la possibilità che venga risolto e a considerare una certa linea d’azione come adatta a produrre questo risultato.

Per collegare un pubblico ad un problema sociale, occorre formulare il problema in modo tale che il pubblico accetti la sua rilevanza. Questo è normalmente concepito come un problema di framing.
Un frame è uno schema interpretativo (una “cornice”) che permette alle persone di dare un senso a ciò che esperiscono.
Coloro che creano il frame, i cosiddetti claims-makers, devono colmare il divario tra la loro visione del problema e quella del pubblico.

I decision maker, le figure al vertice della piramide dell’informazione, siano essi claims-makers o spin doctor, non solo fanno in modo che i media parlino della notizia ma anche che essi lo facciano in un determinato modo.

Adottando le tecniche proprie del giornalismo e della psicologia, i decision maker costruiscono quella che Marcello Foa chiama “un’arma di distruzione di massa”, efficace perché manipola le masse senza che esse se ne rendano conto, creando idee e stereotipi duraturi nel tempo e difficilissimi da estirpare.

Il meccanismo di cui i decision maker si servono per manipolare l’informazione è il frame, cioè la cornice; si tratta di un concetto forte creato ad arte che si impianta nei valori dei cittadini.
“Una volta creato il frame – spiega Foa – tutto quello che rientra nella cornice rafforza la mia visione del mondo. Le notizie, anche vere, che escono da questa cornice, tendo automaticamente ad essere scartate”.

Nico Forconi ControInformo

CIA rilascia archivio segreto Bin Laden: videogame e gatti

A distanza di oltre 6 anni dal raid in Pakistan che avrebbe portato alla morte di Osama Bin Laden, la CIA rilascia l’archivio segreto del leader di Al-Qaeda: nel suo PC videogiochi, film porno e filmati di gattini.

La CIA rilascia l’archivio segreto di Osama Bin Laden: nel suo PC videogiochi, film porno e gattini

Oltre sei anni fa, con l’uccisione di Osama Bin Laden, ci fu detto che la CIA era entrata in possesso del suo archivio segreto, realizzando uno dei più grandi colpi dello spionaggio americano dalla seconda guerra mondiale.
Lo “Strike team”, recuperando computer, dischi, Dvd ed altre attrezzature del leader di Al-Qaeda, aveva messo le mani su un vero e proprio “tesoro di informazioni”, secondo quanto affermato dall’allora Amministrazione Obama.

1 Novembre 2017 – Rilascio di materiale segreto

Bin LadenAnime, hentai, videogiochi e filmati di YouTube sui gattini, sono questi alcuni dei file trovati nell’archivio segreto di Osama Bin Laden.
A renderli noti è stata la CIA, che, dopo 6 anni e mezzo di lavoro ininterrotto sui file per consentire la visualizzazione del materiale da qualsiasi dispositivo, riducendo al minimo eventuali rischi per gli utenti”, ha svelato al pubblico circa 470 mila contenuti presenti nel computer sequestrato durante il raid in Pakistan, il 2 Maggio del 2011.

Nell’hard disk, alle immagini di armi e riferimenti al terrorismo, al momento non disponibili per motivi di “sicurezza nazionale”, si aggiunge, forse sostituisce sarebbe il termine più appropriato, una lista di videogiochi, da Pacman a Street Fighters, di anime, da Naruto a Dragon Ball, fino ad arrivare ai video di gattini su YouTube.

Ovviamente, tutto questo materiale, scaricato illegalmente da Osama Bin Laden all’interno del suo PC, è solo una parte dei file contenuti nell’archivio segreto del leader di Al-Qaeda; alcuni documenti, infatti, sono di “natura sensibile” e “protetti da segreto”.

Se credete, però, che per “protetti da segreto” si intenda materiale inerente al terrorismo, vi sbagliate; parliamo di filmati pornografici o di materiale protetto da copyright e, proprio a tal proposito, la CIA ricorda che “i proprietari di copyright possono richiedere la rimozione dei loro contenuti, presentando un avviso via mail a Central Intelligence Agency, Office of Public Affairs, Washington, DC, 20505; via fax al 571-204-3800; o tramite il pulsante di contatto sulla homepage CIA.gov.”Bin LadenBin LadenBin LadenPer chi volesse saperne di più: www.cia.gov

Nico Forconi ControInformo

Il golpe in Arabia Saudita è la ciliegina sulla torta geopolitica di Trump e Putin

Tom Luongo, 8 novembre 2017Il regno del principe ereditario Muhamad bin Salman in Arabia Saudita è iniziato, come proverbiale “Notte dei coltelli lunghi” divenuta settimana. E probabilmente si prolungherà di molto. Le sue mosse sono molto più che consolidare il potere donatogli dal padre re Abdallah. Si tratta di cambiamenti enormi nel regno. Bin Salman, in soli cinque giorni, ha completamente smantellato lo status quo vecchio di decenni. Nella mia prima reazione avevo scritto: “Niente è cambiato economicamente per i sauditi. Le mosse di bin Salman questo fine settimana sono in linea col mandato di Donald Trump di ripulire la corruzione sui media e le istituzioni politiche statunitensi. I purgati, in particolare il principe Walid bin Talal, era il principale vettore di tale corruzione. Lui e Trump erano nemici pubblici, insultandosi su twitter. La sua presenza negli Stati Uniti era ampia. Tale purga, penso, fa parte del pegno del regime del Sumpman alla visita di Trump. Allo stesso tempo Putin vuole garantirsi che i sauditi riducano l’avventurismo al minimo”. La penso ancora così. Infatti, credo ancor più che bin Salman abbia capitolato completamente ai grandi attori della regione, Stati Uniti e Russia. Il vecchio regime saudita perseguiva la via al suicidio che inizialmente bin Salman continuava. Le guerre in Siria e Yemen erano sue operazioni. Così l’isolamento diplomatico del Qatar a giugno. Queste erano tutte mosse aggressive concertate con Israele per distruggere l’influenza iraniana sulla penisola araba e in Siria. Il problema è che questi piani sono criminali fallimenti.

Il fallimento è un’opzione
Così fu la guerra sul prezzo del petrolio voluta da Stati Uniti e Russia. L’aspettativa era continuare la politica di Obama/Clinton per consentire ai sauditi di continuare a far pressione sui produttori di scisto statunitensi. Ma non funzionò perché la Russia era il produttore di petrolio che guadagnava di più al mondo, una posizione sostenuta totalmente dalla Cina, consumatore di tale petrolio. I bassi prezzi del petrolio hanno esaurito le finanze del Paese a causa della continua rivalutazione della valuta, il Riyal, sul dollaro statunitense. E con tale crisi finanziaria, che il regno non può placare se vuole il sostegno dagli Stati Uniti, bin Salman ha fatto la cosa migliore. Ha sequestrato il denaro raccolto dall’opposizione e, secondo questa relazione, oltre ai 30 miliardi già sequestrati, ci sono più di 800 miliardi di beni disponibili. Ciò mi dice che l’OPA sull’Aramco può attendere, poiché l’obiettivo era raccogliere 400 miliardi di dollari dalla vendita di una quota dell’azienda. Questo verrà utilizzato per alimentare il Vision 2030 di bin Salman per modernizzare l’economia dell’Arabia Saudita. Se sia possibile non lo sa nessuno, ma resta il fatto che l’OPA sull’Aramco non avrebbe mai portato tanto denaro. È stato detto che i sauditi hanno tolto l’embargo al porto yemenita di Aden. Resta da vedere a cosa preluda, ma se è il primo passo verso la fine della guerra disastrosa, allora è molto interessante.

Connessione israeliana
Queste mosse portano anche ad altre questioni. Nei giorni scorsi, l’associazione tra i sauditi ed Israele veniva fuori da un comunicato trapelato dal ministero degli Esteri israeliano che affermava apertamente direttive pro-saudite ed anti-iraniano-libanesi. È anche ben noto che il deposto principe Walid e l’ex-principe ereditario Nayaf erano i favoriti della CIA, o almeno di una sua fazione. Ora, con loro fuori dal quadro, ciò dice un paio di cose:
– Israele ha più fili con l’Arabia Saudita di quanto si pensasse.
– La guerra di Trump contro la CIA gli ha portato una grande concessione.
Cosa intendo? Semplice. Perché Trump ha insistito a rendere pubblici i file su JFK dopo la bomba dell’Uranium One? Imporre un negoziato coi nemici presso le varie agenzie d’intelligence e sostenere ciò che accade in Arabia Saudita, sono una possibile spiegazione. Per mesi ho sostenuto che Trump e Putin si accordavano sulla pace in Medio Oriente. “Isolando il Qatar, i sauditi, per quanto odiosi, ridefiniscono i limiti di questo nuovo mondo arabo. Perciò mi aspetto che Trump e Putin, dietro le quinte, impongano, come Trump chiarì nel suo discorso di due settimane fa, che terrorismo e lotta tra sette arabe debbano finire. Che l’Arabia Saudita ospitasse tale discorso dice tutto quello va saputo su cosa accadrà in futuro. Il Qatar è divenuto il capro espiatorio dei crimini nel mondo arabo. Ma la domanda resta, dove andranno? O, cosa più importante, dove glielo si permetterà. Ma non importa, l’ulteriore appoggio al terrorismo radicale dai wabhabiti deve finire. I sauditi hanno solo detto che il gioco è finito ad occidente, e Iran (e Russia) non lo faranno ad oriente. Ecco iniziare la de-escalation in tutta la regione”. Il crollo dello SIIL in Siria e Iraq preparava il golpe degli agenti di Trump/Putin in Arabia Saudita.

Lo show di Trump e Putin
E mentre Trump ha passato tempo a rumoreggiare apertamente sul sostegno d’Israele, la realtà è che Israele si avvicina al momento in cui non potrà più violare le regole e aspettarsi che gli Stati Uniti lo sostengano sempre. Con gli Stati Uniti, da un lato, che controllano i capricci di sauditi e israeliani, e la Russia, dall’altro, che garantisce che Iran e Hezbollah non sfruttino le posizioni indebolite dei sauditi, si costituisce il quadro per un processo sostanziale di pace duratura nella regione. Con Trump e Putin che s’incontreranno in Vietnam, sospetto che sarà il tema principale della conversazione. Trump ha attuato la sua parte del piano. Ora le prossime mosse verranno da Putin, probabilmente iniziando dal vertice di Sochi il 18, dove i negoziati politici siriani dovranno iniziare. Il quadro si compone. La narrazione che Trump colludesse con la Russia per usurpare le elezioni era anche volta ad impedire questi eventi. Ora che ci sono stati e si è più vicini a un quadro pacificato mai visto prima, ci sarà tempo per tutti di fermarsi ed ammirare il chutzpah usato per tirarlo fuori.Traduzione di Alessandro Lattanzio

Fonte: aurorasito.wordpress.com

Roberto Mora – ControInformo.info

Wikipedia e l’illusione della “libera” informazione

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che il 77% degli articoli presenti su Wikipedia, è stato realizzato dall’1% dei suoi editor.

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che il 77% degli articoli presenti su Wikipedia è stato realizzato dall’1% dei suoi editor

Esiste una locuzione colloquiale, in inglese che indica una scelta apparentemente libera che in realtà è obbligatoria: la scelta di Hobson.
Thomas Hobson era il gestore di una stalla che affittava cavalli ai viaggiatori; quando alcuni clienti iniziarono a richiedere continuamente dei particolari cavalli, Hobson, per evitare che alcuni animali venissero sfruttati troppo, decise di introdurre un sistema di rotazione, posizionando i cavalli più riposati vicino all’ingresso e rifiutandosi di farli uscire se non nel giusto ordine. Egli insisteva perché i clienti prendessero il cavallo più vicino alla porta della stalla o non ne prendessero nessuno.

Anche Henry Ford vendette la “Ford Modello T” usando la famosa scelta di Hobson: la vettura era disponibile in una modesta gamma di colori ma la produzione rapida richiedeva una vernice che asciugasse velocemente e l’unica disponibile, all’epoca, era quella di colore nero.

Nel 2001, Jimmy Wales, imprenditore arrichitosi con il porno online nei primi anni ’90, decide di “raccogliere la somma delle conoscenza umane” e renderla gratuitamente disponibile al mondo intero, ed è così che vede la luce Wikipedia.

Sedici anni dopo, “Wikipedia – L’enciclopedia libera e collaborativa” è il quinto sito internet più visitato al Mondo, ospitando 43 milioni di articoli in 285 lingue diverse.
Anche se la no-profit Wikimedia Foundation tiene diligentemente traccia di come gli editor e gli utenti interagiscono con il sito, fino a poco tempo fa non era chiaro in che modo la produzione dei contenuti di Wikipedia fosse distribuita tra i vari editor. Secondo i risultati di un recente studio che ha analizzato i 250 milioni di edit effettuati su Wikipedia durante i suoi primi 10 anni di vita, soltanto l’1% circa degli editor di Wikipedia ha generato il 77% dei contenuti del sito.

Gli autori dello studio, che ha dato vita al libro Structural Differentiation in Social Media – Adhocracy, Entropy, and the “1 % Effect”, affermano che, invece di essere un’organizzazione decentralizzata e spontaneamente in evoluzione, Wikipedia può essere descritta come un’adhocrazia: una struttura di potere stabile e gerarchica che garantisce comunque un alto tasso di mobilità individuale all’interno della gerarchia stessa.Wikipedia“Wikipedia è simile a qualunque altra organizzazione. I leader hanno un ruolo cruciale. Hanno investito moltissimo tempo nel progetto e hanno foraggiato il processo collaborativo.”
A questo riguardo, Wikipedia non è troppo diversa dalle altre aziende social media for-profit.

È bene ricordare che la Rete tutta nasce all’interno dell’establishment militare e accademico e gli standard ed i protocolli che regolano l’afflusso di dati, fino ad oggi, sono rimasti, di fatto, sotto il controllo degli U.S.A..
È negli Stati Uniti d’America, infatti, che hanno il quartier generale la maggioranza delle principali aziende dedite al computing ed al networking – da “IBM” a “Microsoft”, da “Cisco” a “Google” – ed è sempre negli States che ha dimora l’influente “Internet Corporation for Assigned Names and Numbers” (“ICANN”), che sovrintende all’assegnazione dei domini e degli indirizzi web e che opera da tempo sotto gli auspici del Ministero del Commercio degli Stati Uniti d’America.

La maggior parte dei 13 computer che controllano il convogliamento del traffico in tutto il Mondo, che prendono il nome di root server della Rete, resta, quindi, nelle mani degli enti pubblici e, soprattutto, di alcune aziende statunitensi.
Altro compito dell’ICANN è, inoltre, sovrintendere all’assegnazione degli indirizzi IP e dei domini, nonché occuparsi della manutenzione del database dei root server.

Alla luce di tutto ciò, è semplice capire come le decisioni prese dall’ICANN abbiano un grande valore economico e godano di grande importanza politica e culturale, in quanto fondamentali nel determinare le modalità di spartizione della Rete, in termini di proprietà e di controllo.

Fonti:
“Il lato oscuro della rete – Libertà, sicurezza, privacy”, di Nicholas Carr
“Quasi tutta Wikipedia è stata scritta dall’1 percento dei suoi editor

Nico ForconiControInformo

FBI: la crittografia degli smartphone è molto pericolosa

Strage in Texas: come successo dopo la strage di Sanbernardino, l’FBI attacca la crittografia degli smartphone, considerata un grosso ostacolo a svolgimento indagini.

Strage in Texas – Come successo dopo la strage di Sanbernardino, l’FBI attacca la crittografia degli smartphone

Come avvenuto pochi giorni dopo la strage di Sanbernardino, in California, ad inizio 2016, l’FBI torna ad attaccare la crittografia di smartphone e tablet, definendola un grave problema per la sicurezza pubblica.

Le dichiarazioni arrivano per voce del suo direttore Christopher Wray, il quale, commentando un report del The Associated Press, ha affermato che l’FBI non è stata in grado di accedere ai dati di oltre la metà dei dispositivi che ha provato a sbloccare nel corso dell’ultimo anno. Wray ha quantificato questa cifra in ben 6.900 dispositivi, evidenziando come la crittografia stia rappresentando un grosso ostacolo allo svolgimento delle indagini.

Gli smartphone e i tablet in questione sono tutti legati a qualche indagine in cui l’accesso al loro contenuto potrebbe favorirne la soluzione, tuttavia ciò non è possibile dal momento che l’FBI non dispone degli strumenti adatti a svolgere il proprio lavoro.

Lo scontro tra l’FBI e i sistemi di crittografia su smartphone è salito agli onori della cronaca in seguito alla vicenda collegata all’attentato di San Bernardino e al rifiuto di Apple di collaborare alla creazione di una backdoor per lo sblocco di un iPhone a causa di enormi implicazioni che si sarebbero venute a creare, in termini di privacy, nei confronti di gran parte degli utenti iOS.CrittografiaDopo mesi di controversie e botta e risposta, l’FBI acquistò un software per craccare il dispositivo, riuscendo nell’intento. Ma solo adesso si è saputo il costo di quel programma, la senatrice Dianne Feinstein ha infatti svelato che, per l’occasione, furono sborsati ben 900 mila dollari.

La verità è venuta a galla lo scorso mercoledì dopo un’audizione del direttore dell’agenzia Reuters, James Comey, con la senatrice Feinstein, fino a quel momento si era mantenuto il riserbo sulla vicenda. Ancora adesso non si conoscono i dettagli e non si sa quale sia stato il software utilizzato per l’hack, il dossier è ancora classificato.

Note e Fonti:
FBI: la
crittografia degli smartphone è potenzialmente molto pericolosa
FBI pagò 900 mila dollari per sbloccare l’iPhone di ‘San Bernardino’

Strage in Texas: FBI non può accedere al telefono criptato del killer

Nico ForconiControInformo

Problemi alla tiroide? Ecco cosa mangiare

Iodio, zinco e selenio sono le parole d’ordine per il benessere della nostra tiroide. Ecco una lista dei cibi che li contengono.

Iodio, zinco e selenio sono le parole d’ordine per il benessere della nostra tiroide. Ecco i cibi che li contengono

Iodio

È un minerale essenziale che è necessario per la produzione degli ormoni della tiroide. Di conseguenza chi ne assume poco può essere a rischio. Il deficit di iodio è molto comune e colpisce circa un terzo della popolazione mondiale.
È molto importante quindi mangiare sale con iodio e cibi che ne sono ricchi come i frutti di mare, il pesce, i latticini e le uova.Tiroide

Selenio

Il selenio aiuta il corpo ad attivare gli ormoni della tiroide. Contiene anche antiossidanti, che significa che può proteggere la ghiandola dai danni dei radicali liberi. Questo minerale è contenuto nelle noci, nel tonno, nelle sardine, nelle uova, nei legumi e negli spinaci. Assumete un integratore con selenio solo se ve lo ha consigliato il medico. Diversi studi hanno infatti dimostrato che i supplementi ne contengono molto, e a lungo andare può diventare tossico.

Zinco

Come il selenio, anche lo zinco aiuta il corpo ad attivare gli ormoni della tiroide. Diversi studi americani hanno dimostrato che lo zinco possa aiutare a regolare la TSH, l’ormone che “dice” alla ghiandola tiroidea di rilasciare gli ormoni.
Lo zinco è contenuto nelle ostriche e in altri frutti di mare, nel manzo e nel pollo.

Fonte: www.ok-salute.it

Nico ForconiControInformo

Pesticidi su frutta e verdura: bicarbonato ne elimina il 96%

Pesticidi su frutta e verdura: uno studio afferma che il bicarbonato di sodio è in grado di eleminarne il 96%.

Pesticidi su frutta e verdura: uno studio afferma che il bicarbonato di sodio è in grado di eleminarne il 96%

Il bicarbonato di sodio ha moltissimi utilizzi: sbianca, pulisce e deterge. Un recente studio ha dimostrato che il bicarbonato di sodio sia anche in grado di rimuovere fino al 96% dei pesticidi che possiamo trovare su frutta verdura acquistata. Se il bicarbonato viene mescolato con l’acqua e strofinato sulla buccia degli alimenti bastano 15 minuti di questo semplice trattamento per mangiare un frutto o una verdura poco o nulla contaminati dai prodotti chimici che si usano in campagna.

Il motivo per cui il bicarbonato è così efficace è che ha un pH estremamente alcalino, che agisce sulle molecole dei pesticidi e le frantuma trasformandole in molecole completamente innocue. L’autore principale di questo studio è il dottor Lili He, dell’Università del Massachussetts, che ha spiegato come sia “normale” la presenza di antiparassitari sui prodotti agricoli, ma sia altrettanto necessario eliminarli prima di mangiarli.PesticidiDopo diversi esperimenti i ricercatori hanno così scoperto che il bicarbonato di sodio rimuove fino al 96% dei residui di pesticidi su frutta e verdura, aggiudicandosi così la corona del miglior modo per eliminare questi prodotti dannosi per la nostra salute. Quelli più difficili da togliere sono al tiabendazolo perché questo componente chimico si infila nella buccia porosa della frutta: il bicarbonato di sodio però riesce ad eliminarlo.

Ovviamente potrete anche pensare che, invece di lavare la frutta con il bicarbonato di sodio, sia più facile levare la buccia per non avere problemi di sicurezza alimentare legata ai pesticidi. È vero, ma allo stesso tempo i ricercatori sottolineano che sbucciando la frutta si perde anche un elevato quantitativo di vitamine. Meglio allora perdere qualche minuto in più per lavare con il bicarbonato frutta e verdura.

Fonte: www.greenstyle.it

Nico ForconiControInformo